Coronavirus, esami di terza media. La tesina: una guida realizzata da una scuola per redigerla al meglio

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Riceviamo dal Professor Nicola Trunfio (Dirigente scolastico I. C Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi (AV) e DS reggente I. C. Tasso di Bisaccia (A V)

Le notizie anticipate dal Presidente Conte durante la Conferenza stampa dell’altra sera, per quanto ancora non vi sia nulla di ufficiale da parte del MIUR, non lasciano più adito a dubbi relativamente alla sorte degli esami conclusivi del I Ciclo. Saranno “sostituiti” dalla presentazione di un elaborato da parte dei giovani alunni. Di che si tratta? Nessun dubbio sembra esserci a riguardo. Le scuole si affideranno alla consuetudine di far  “preparare”  una tesina . Detta consuetudine di proporre un elaborato a corredo del colloquio orale degli esami di scuola secondaria, perlopiù noto come  “tesina d’esame” affonda le sue radici nel D.M  del 26 agosto 1981.

Il Decreto in questione precisava con accuratezza che:

La commissione imposterà il colloquio in modo da consentire una valutazione comprensiva del livello raggiunto dall’allievo nelle varie discipline, evitando peraltro che esso si risolva in un repertorio di domande e risposte su ciascuna disciplina, prive del necessario organico collegamento, così come impedirà che esso scada ad inconsistente esercizio verboso, da cui esulino i contenuti culturali cui è tenuta ad informarsi l’azione della scuola. Pertanto il colloquio non deve consistere in una somma di colloqui distinti: occasioni di coinvolgimento indiretto di ogni disciplina possono essere offerte anche dalle verifiche relative ad altri ambiti disciplinari”.

Più avanti, un altro passo dello stesso D.M specificava ulteriormente  che il colloquio è un “momento di approfondimento di aspetti culturali, non necessariamente pertinenti ciascuna disciplina”; esso si vuole come occasione in cui l’alunno “anche attraverso il coinvolgimento indiretto delle varie discipline” esprima la sua “maturità globale”.

Nasceva in questo modo la cara vecchia tesina multidisciplinare.

Il rito della stesura di questo documento si avvantaggiò  immediatamente in quegli anni delle innovazioni metodologiche relative alle cosiddette mappe concettuali di Noavak, strumenti utilissimi per evidenziare i concetti principali e i rispettivi legami all’interno di un macro argomento.

Oggi più che mai queste operazioni ritornano attuali per via  del decreto n.22 dell’ otto aprile 2020 che “riduce” per così dire,  alla luce della grave emergenza sanitaria,  l’esame conclusivo del I ciclo alla valutazione di un “elaborato proposto dallo studente” , dal quale ovviamente si evincano competenze e traguardi globalmente raggiunti.

Si dovrà trattare di un testo variegato e plurale, capace di interconnettere e sviluppare singolarmente argomenti chiave appartenenti a molteplici  ambiti disciplinari.

Ecco allora l’idea di supportare gli studenti con una piccola guida di accompagnamento nella stesura di questo elaborato, cogliendone appieno il significato e l’importanza, muovendo dai meccanismi stessi di ideazione fino a dispiegarsi nelle fasi operative di sviluppo.

Scarica la guida

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