Coronavirus, esame di Stato: studenti privatisti vogliamo gli stessi diritti

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Inviato da Marika Ricci – Io sono Jessica, Leonardo, Marika, o forse NESSUNO. Sono un semplice candidato esterno. e dico forse nessuno perchè era stato detto dal nostro ministro che “NESSUNO SAREBBE RIMASTO INDIETRO”.

Vi contatto a nome dei tanti NESSUNO perché abbiamo bisogno che questa situazione, che comprende tutti
gli studenti privatisti, arrivi a chi di potere.
Col Decreto Scuola approvato in data 8 Aprile, ci comunicano che: “7. I candidati esterni svolgono in
presenza gli esami preliminari di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo n. 62 del 2017 al
termine dell’emergenza epidemiologica e sostengono l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo nel corso
della sessione straordinaria di cui all’articolo 17, comma 11, del citato decreto legislativo. La configurazione
dell’esame di Stato per i candidati esterni corrisponde a quella prevista per i candidati interni dalle ordinanze
di cui al comma 1.”

A dire il vero, l’unica cosa che fa sì che noi non possiamo svolgere gli esami come tutti gli altri, sono degli
esami preliminari che vanno svolti “in presenza”.
Mentre per i candidati interni vale la valutazione per via telematica, nella situazione in cui certamente ci
troviamo tutti, come viene scritto nel Decreto:
“4. Nel caso in cui l’attivita’ didattica in presenza delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione non
riprenda entro il 18 maggio 2020 ovvero per ragioni sanitarie non possano svolgersi esami in presenza, oltre
alle misure di cui al comma 3, in quanto compatibili, le ordinanze di cui al comma 1 disciplinano:
a) le modalita’, anche telematiche, della valutazione finale degli alunni, ivi compresi gli scrutini finali, in
deroga all’articolo 2 del decreto legislativo n. 62 del 2017 e all’articolo 4 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 122 del 2009;”

Come si può dedurre, i candidati interni possono essere valutati per via telematica, potendo fare gli esami a
giugno e quindi senza ripercussioni per il loro futuro. I candidati esterni invece, devono essere valutati in
presenza, slittando tutto a “fine epidemia”.
La prima domanda che sorge è: “Voi sapete quando finirà l’emergenza?”
Nel frattempo, noi che vorremmo frequentare l’università o che dobbiamo presentare il diploma per un
concorso, come faremo? Aspetterete insieme a noi che finisca l’epidemia per dare inizio ai test d’ingresso
universitari o quelli per un concorso?
Considerando che in Italia, i candidati esterni sono circa il 7% dei maturandi, stanno mettendo al rischio il
nostro futuro perché siamo il problema minore.

Si mette a rischio l’iscrizione all’Università a cui abbiamo diritto tutti. Gli alunni che a giugno svolgeranno
gli esami potranno valutare se frequentare l’università, svolgere concorsi o meno.
Abbiamo tutti gli stessi diritti, non possiamo perdere un anno per colpe che non abbiamo o per decreti che
non ci considerano.
Non dovrebbero esserci vantaggi o svantaggi per nessuno, dovremmo affrontare la maturità allo stesso modo
e con le stesse opportunità. Chiediamo equità e stessi metodi di valutazione per poter proseguire anche noi
verso la strada che vorremmo intraprendere

I candidati privatisti non sono studenti di serie B, ma volenterose persone che per motivi sociali, familiari o
di salute non hanno potuto seguire il classico iter di studi. La loro volontá di migliorarsi e di migliorare i
propri contesti di vita va incentivata e non ridotta ad una prassi burocratica. Noi vogliamo diplomarci a
luglio, se le nostre capacità lo consentiranno! Tutte le università svolgono esami online, anche il diploma
sarà svolto online, perchè il privatista non può svolgere online l’ammissione ? Viste inoltre le difficoltà di
reperire materiale di studio, di contattare le segreterie didattiche e il fatto di non poter accedere alla didattica
online, e considerato che NESSUNO studente regolare interno SARà BOCCIATO e tutti saranno ammessi
agli esami.

Perché non deve essere dato l’accesso ai privatisti ma rimandato il tutto a data da destinarsi?
tutto ciò è anche Anticostituzionale , perché come si evince dall’art. 4 della nostra Costituzione , lo Stato
deve assicurare a tutti i cittadini un’uguaglianza formale e sostanziale, ovvero deve dare pari opportunità a
tutti, senza distinzioni e senza fare preferenze. Con questo decreto, ad oggi, il ministero sta andando contro
quanto scritto dai padri costituenti.
“NESSUNO DEVE RIMANIERE INDIETRO” hanno detto, e quindi noi non saremmo nemmeno
NESSUNO?

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