Coronavirus e scuola: non solo teledidattica. Lettera

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Inviato da Francesco Smriglio – Egregia Ministra, siamo un gruppo di docenti e aspiranti tali che ha deciso di manifestare tramite la presente le proprie considerazioni alla luce della bozza del decreto scuola che da ieri (2 aprile u.s.) circola sul web.

La bozza, in votazione al Consiglio dei Ministri di domenica 5 aprile p.v., all’art.2 prevede lo slittamento di un anno nella formazione delle c.d. “graduatorie provinciali” di cui al D.lgs. 126/2019. Tale provvedimento, anche se nato durante il periodo emergenziale della pandemia causata dal Covid-19, sottende un aspetto fortemente negativo, ovvero la proroga delle attuali Graduatorie d’istituto, nella loro forma attuale, impendendo sia i nuovi inserimenti (già prescritti dal summenzionato D.lgs) sia il relativo aggiornamento. 

Qualora il provvedimento dovesse essere confermato, si verrebbe a creare l’ennesima beffa a danno di moltissimi docenti (o aspiranti tali), che, in questo triennio, hanno impiegato risorse mentali, temporali ed economiche, al fine di migliorare la propria formazione, tramite il conseguimento di master, corsi di perfezionamento, certificazioni linguistiche/informatiche nonché tramite l’acquisizione dei 24 CFU necessari ai fini dei nuovi inserimenti. 

Poiché comprendiamo le difficoltà nella formazione delle graduatorie provinciali nel corso dell’attuale pandemia, si ritiene di poter sottoporre alla Sua cortese attenzione un’opzione alternativa-per la quale auspicabilmente non verranno meno gli strumenti legislativi-a quanto prescritto dalla bozza del D.M., ovvero la riapertura delle G.I. nella loro forma attuale e di riservare all’anno venturo la trasformazione delle stesse in graduatorie provinciali. 

In tal modo, il personale delle segreterie sarà gravato da minor lavoro (da svolgere in modalità smart working, come buona parte del Paese); infatti, appare superfluo ricordare, che è possibile gestire il ricevimento delle domande in forma telematica ed elaborarle tramite procedura SIDI. Inoltre, non sfuggirà alla Sua attenzione, che il prossimo anno è previsto l’aggiornamento delle graduatorie d’Istituto del personale ATA, il quale, inevitabilmente, andrebbe ad aggiungersi all’aggiornamento delle domande dei Docenti, creando un prevedibile intasamento delle segreterie. 

Ci vediamo, altresì, costretti a manifestare il nostro stupore, nell’apprendere che i concorsi saranno banditi regolarmente nel bel mezzo di una pandemia, mentre l’aggiornamento delle Graduatorie di Istituto, che dovrebbe essere una procedura di routine, possa slittare di un anno vanificando così le aspettative di migliaia di docenti, i quali, come tante piccole rotelline, permettono all’ingranaggio scuola di funzionare. 

Tutto ciò ci lascia con l’amaro in bocca. 

Abbiamo imparato ad apprezzarLa come Ministro, come donna e come professionista, anche perché è una collega e più volte, Lei stessa, ha raccontato di aver iniziato la propria carriera con una “valigia di carta”, dovendo cambiare radicalmente le Sue abitudini ed essendo costretta a lasciare la Sua famiglia. Lei che è scesa al nostro fianco nelle piazze per tutelare i nostri diritti. Lei che è stata anche una rappresentante sindacale per un lungo periodo, poi dirigente ed ora Ministro dell’Istruzione. Un obiettivo che ha raggiunto percorrendo una lunga e tortuosa strada. 

Siamo l’insieme di tutto quello che facciamo nel percorso della nostra vita e sarebbe un errore guardare avanti senza rammentare l’iter che ci ha portato al raggiungimento di un determinato obiettivo. 

Per questo ed altri motivi facciamo fatica a capire tale possibile decisione. 

AugurandoLe buon lavoro in questo momento difficile per il Paese, auspichiamo che le nostre istanze possano essere meritevoli della Sua cortese attenzione. 

Non si calpesti la dignità dei docenti. 

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