Coronavirus e decreto “cura Italia”, scuole aperte virtualmente. Plessi scolastici

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Coronavirus: scuole aperte “virtualmente”, fisicamente in caso di attività indifferibili.

Nuova nota Ministero

Pubblicata la nota n. 392 del 18 marzo 2020, che fornisce indicazioni alle scuole in seguito alle misure del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020.

La nota, nello specifico, parla dell’attivazione del lavoro agile, dei compiti del dirigente scolastico, dell’organizzazione del lavoro del personale ATA.

ATA e dirigenti

ATA – Per quanto gli ATA,  fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019,  il lavoro agile diviene la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa,  eccetto i casi in cui non può essere svolto, come ad esempio nel caso dei collaboratori scolastici. Per questi ultimi e, per tutti colori i quali non possono svolgere il lavoro in modalità agile, la gestione avviene ricorrendo agli “strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri
analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva” e, in ultimo, all’esenzione dal servizio, considerato svolto a tutti gli effetti.

Dirigenti scolastici – I dirigenti scolastici svolgono la propria attività organizzandone modi e tempi autonomamente e assicurando il funzionamento dell’istituzione scolastica quanto più possibile da remoto, in modo virtuale. Pertanto, i dirigenti non dovono avanzare richiesta di lavoro agile. Durante l’emergenza coronavirus, va assicurato lo svolgimento della didattica a distanza e dell’attività amministrativa; i dirigenti devono inoltre “limitare la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell’emergenza

Per approfondire leggi: Coronavirus: organizzare lavoro scuole dopo decreto Cura Italia. Indicazioni Ministero

Servizi da assicurare

Questi i servizi che vanno garantiti dalle istituzioni scolastiche:

a)  servizi erogabili da remoto mediante ricorso al lavoro agile;
b) servizi erogabili solo in presenza qualora necessari, adottando la necessaria programmazione e rotazione, con l’assunzione di tutte le misure idonee a prevenire il contagio disposte dalle autorità sanitare competenti;
c) corretto svolgimento degli adempimenti amministrativi e contabili

Plessi scolastici

I plessi scolastici, che non ospitano strutture amministrative essenziali per il funzionamento della scuola, leggiamo nella nota, vanno chiusi.

Quanto ai plessi centrali sede di segreteria, dove si svolgono le attività amministrativo-contabili, vanno aperti solo in caso di esigenze indifferibili e  il cui svolgimento non può essere effettuato in forma agile.  Tra queste ultime, ricordiamo la cura del patrimonio zootecnico e delle merci deperibili laddove presenti; in tali casi i dirigenti devono  limitare al minimo la presenza relativi addetti.

Scuole aperte non fisicamente

Alla luce di quanto detto, esclusi i casi in cui le scuole restano aperte per le attività indifferibili, possiamo affermare che le scuole non chiudono virtualmente o restano aperte non fisicamente, considerato che l’attività amministrativa viene svolta in modalità agile e la didattica a distanza.

Così scrive il Ministero: Si tratta in sostanza di mantenere “attive” e aperte le funzioni dell’istituzione scolastica, a prescindere dalla chiusura o apertura “fisica” di un edificio.

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