Coronavirus, docenti nelle scuole italiane all’estero. Anief chiede convocazione dei sindacati rappresentativi

Anief  –  A distanza di due giorni dalla prima lettera inviata da Anief all’ufficio V del Maeci nessuno ha preso decisioni. Il personale scolastico, le scuole, i dirigenti scolastici non hanno ricevuto nessuna direttiva che indichi con chiarezza, e nel rispetto dei diritti di ciascuno, cosa fare in questa situazione di emergenza.

Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, afferma che “l’attuale emergenza ha caratteristiche assimilabili alle calamità naturali e che si devono prendere provvedimenti speciali finalizzati a garantire la validità dell’anno scolastico nelle scuole italiane all’estero, il diritto allo studio degli studenti e i diritti dei lavoratori, nonché le nuove assunzioni all’estero del personale avente diritto”

“Ci risultano – continua Pacifico – situazioni diversificate in giro per il mondo: in alcune realtà le scuole hanno invitato i docenti italiani a non recarsi a scuola, in altre i docenti stanno facendo lezione via Skype, ci sono lettori bloccati in Italia, docenti in servizio presso l’istituto omnicomprensivo di Asmara, attualmente in Italia in ferie, che una volta rientrati in sede verranno posti in quarantena dalle autorità locali, all’interno di strutture ospedaliere sicuramente prive degli standard occidentali, condizione questa che metterà a rischio la loro salute e li priverà delle loro libertà individuali”.

LE RICHIESTE DI ANIEF

La situazione dunque necessita di interventi urgenti e concertati, vanno tutelati i diritti individuali e collettivi del personale scolastico in servizio all’estero, che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro sistema di promozione della lingua e della cultura italiana all’estero.

Anief chiede la convocazione urgente di un tavolo tecnico composto da organizzazioni sindacali, decisori politici e tecnici del Ministero che elabori disposizioni finalizzate al rispetto dei diritti fondamentali dei nostri connazionali. Anief ritiene che il personale scolastico, che per ragioni indipendenti dalla propria volontà è costretto a non recarsi al lavoro, non deve perdere giorni di ferie né tantomeno la ISE: va applicata la normativa sulle cause di forza maggiore.

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