Coronavirus, docenti delle paritarie rischiano di non essere pagati, petizione per detrarre la retta dalle tasse

di redazione

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Le scuole paritarie si trovano oggi ad affrontare una difficile crisi economica, dovuta all’emergenza coronavirus.

La conseguenza più grave sarà a breve l’impossibilità a pagare gli stipendi dei propri insegnanti, perché i genitori non riescono più a pagare le rette, causa perdita del lavoro o introiti minori dovuti a cassa integrazione.

La denuncia parte da Suor Anna Monia Alfieri, come riporta “Il Fatto Quotidiano”, esperta di politiche scolastiche e legale rappresentante dell’Istituto di cultura e di lingue delle Marcelline.

“In questa emergenza – scrive suor Anna – è importante che anche alle famiglie che frequentano le scuole paritarie, debbono essere riconosciuti appropriati ammortizzatori sociali. È doveroso che ricevano almeno il rimborso della retta i genitori che hanno pagato le tasse, hanno pagato la seconda volta con la retta, ora la terza per la baby sitter, sussidi tecnologici e logistici per le lezioni a distanza, senza contare il rischio per tanti della perdita del lavoro”.

La religiosa ha presentato una petizione a nome delle scuole paritarie, attraverso cui chiedono che nei mesi di chiusura imposta dal coronavirus sia prevista “la detraibilità integrale del costo delle rette versate” tenendo conto del “costo standard di sostenibilità per allievo”.

Una posizione condivisa da tante famiglie, le firme per la petizione sono già 40.000.

Suor Anna Monia Alfieri chiarisce: “La scuola paritaria, che in questo frangente rischia la chiusura, privando dell’istruzione decine di migliaia di alunni, non vuole soldi per sé: chiede che le famiglie possano continuare a scegliere senza vincoli dove far studiare i propri figli, consapevoli che la libertà dell’istruzione di oggi migliora il domani di tutti”.

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