Coronavirus, classi virtuali? Noi facciamo lezione nel parco. Una esperienza

Aule chiuse, docenti e studenti davanti ai devices per fare lezioni a distanza. Dispense in PDF, video artigianali, presentazioni su powerpoint, link alle piattaforme di contenuti, oppure …. facciamo lezione nel parco.

Deve essere stato questo, ci scommettiamo, il pensiero della docente di filosofia di Salerno, la cui vicenda è raccontata su Repubblica, quando ha pensato di portare i propri alunni al parco per fare lezioni all’aperto.

I ragazzi ben distanziati, secondo quanto indicato dalle misure di sicurezza, e professoressa che fa lezione come ai tempi di Aristotele quando fondò la “scuola peripatetica”, la scuola di “coloro che camminano”. Le cui lezioni si tenevano in piedi, all’aperto, in un giardino.

“E noi studiamo al Parco Mercatello, ad un metro di distanza tra noi, ma vicini nella fame e nella sete di conoscenza – scrive la prof Gilda Ricci sul suo profilo facebook – noi studiamo comunque, insieme, all’aperto, mantenendo la distanza solo dal male, per costruire un bene comune, come ci hanno insegnato i nostri avi. L’anima ha bisogno di contagio vitale per restare immortale. Scuole di nuovo chiuse per prevenire, giustamente lontano da ambienti spesso sovraffollati. Qui abbiamo spazi aperti inutilizzati, che nessuna scuola digitale e a distanza potrà mai riempire di conoscenza e natura. Riprendere anche finalmente un libro tra le mani, per approfondire e capire, non solo per sfogliare le pagine frettolosamente prima che suoni la campana ci consente finalmente di riprenderci il tempo”.

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