Coronavirus, didattica a distanza. Ministero agli insegnanti: famiglie chiedono di ascoltare le vostre voci e poter incrociare gli sguardi

Coronavirus, si parla tantissimo di didattica a distanza in questi giorni. Avviata in pochi giorni, in un contesto di emergenza, in alcune realtà è una modalità molto apprezzata. Non mancano le difficoltà e i limiti. 

Già nella nota dell’08 marzo 2020 il Ministero aveva invitato gli insegnanti a non concepire la didattica a distanza esclusivamente come trasmissione di contenuti attraverso il registro elettronico, modalità anzi da abbandonare progressivamente a favore di:  registrazione delle lezioni, ’utilizzo di
piattaforme per la didattica a distanza.

Ogni iniziativa che favorisca il più possibile la continuità nell’azione didattica è – scrive il Ministero – di per sé, utile.

Con nota del 13 marzo 2020 il Ministero fa il punto sui supporti messi a disposizione degli insegnanti per avviarli verso questa modalità di insegnamento.

Le famiglie chiedono socializzazione

La nota, firmata dal Capo Dipartimento Giovanna Boda,  si conclude con una esortazione

L’emergenza che stiamo vivendo porta con sé diversi disagi, ne siamo consapevoli, così come sappiamo dei sacrifici, anche personali, di tutti Voi, fatti nell’ottica che la Scuola non deve mai abbandonare nessuno.

Ma dobbiamo riuscire, con grande umiltà, a fare tesoro di questa complessa e nuova esperienza, a trasformare l’emergenza in opportunità per innovare e migliorare ulteriormente la didattica, rendere il nostro sistema scolastico capace di affrontare le sfide della modernità, perché dalla buona formazione ed educazione delle nuove generazioni dipende la crescita economica, sociale e culturale del Paese.

 Giova allora rammentare sempre che uno degli aspetti più importanti in questa delicata fase d’emergenza è mantenere la socializzazione. Potrebbe sembrare un paradosso, ma le richieste che le famiglie rivolgono alle scuole vanno oltre ai compiti e alle lezioni a distanza, cercano infatti un rapporto più intenso e ravvicinato, seppur nella virtualità dettata dal momento. Chiedono di poter ascoltare le vostre voci e le vostre rassicurazioni, di poter incrociare anche gli sguardi rassicuranti di ognuno di voi, per poter confidare paure e preoccupazioni senza vergognarsi di chiedere aiuto

La nota del 13 marzo 2020

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