Coronavirus, didattica a distanza: i soliti esclusi. Lettera


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Inviato da Giuseppe Laudanna – In questi ultimi anni abbiamo assistito, da parte del Ministero, alla produzione di un vocabolario di parole per ogni problema scolastico.

Per ogni esigenza una parola, un’icona, a cui però non corrispondono soluzioni in termini di aiuto concreto nello studio, ore in più con docenti, scuola aperta anche il pomeriggio per diventare un riferimento per i ragazzi.

Direi che nella gran parte hanno solo contribuito a togliere energie e tempo ai docenti e di conseguenza agli stessi ragazzi.

Solo produzione di carte da avere agli atti, per ricorsi, per certificare il livello altissimo dell’istituto di competenza in gara chiaramente con quello vicino….

Per carità alcune anche simpatiche come UDA che somiglia al mio strumento a percussione preferito, altre più infelici come BES che preferisco non commentare….

L’ultima la trovo molto coerente con il momento, DAD… Si certo perfetta, letta con il dialetto del sud ricorda un momento ludico di cui abbiamo bisogno….. ( O Dad’…)

Peccato che però potranno usufruirne solo chi ha una dotazione informatica esemplare, facoltosi, tanti altri resteranno senza…. Insomma i soliti esclusi!

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