Coronavirus, didattica a distanza. Esperienza in una scuola: famiglie chiedono di usare whatsapp e smartphone. Hanno difficoltà ad usare altro

Didattica a distanza ai tempi del Coronavirus, molte scuole si stanno attrezzando ma si scontrano con i limiti che le famiglie mostrano in termini di accesso alla rete, possesso dei device adatti e competenze nell’utilizzo dei software. Pubblichiamo l’esperienza di una nostra utente.

“Sono un’insegnante di scuola primaria ed ho avuto in precedenza esperienze di didattica a distanza, accolte con entusiasmo dai piccoli alunni. Quest’anno sono stata trasferita in un’altra scuola dove la maggior parte delle famiglie non possiede un computer. Anche chi lo possiede non è in grado di usarlo. La condivisione dei documenti tra docenti e alunni sulla piattaforma non risulta per niente intuitiva e molti si stanno lamentando di questa modalità scelta dalla scuola per assegnare i compiti. Tutti richiedono che si usi Whatsapp! Tutti hanno i telefoni ed utilizzano regolarmente WhatsApp, per cui noi insegnanti dobbiamo adeguarci alle loro esigenze anche se, con nel mio caso, ho ottime competenze per attuare didattica a distanza con diversi mezzi. Quindi la vostra considerazione che WhatsApp è adatto ai docenti meno formati è vera solo in parte. Tutto dipende soprattutto dall’utenza  che, in questo caso, ha difficoltà serie nell’utilizzare app di classe virtuale anche molti semplici come Edmodo usufruibile anche da smartphone.”

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