Coronavirus, De Bortoli: alla scuola meno soldi che all’Alitalia

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“Nel Decreto rilancio, tanto per fare un esempio, alla scuola vengono destinati 1,5 miliardi. La metà di quello che si è deciso (ancora) di perdere con Alitalia.

Da domani si riapre tutto, si dice. No, la scuola resta chiusa. L’idea perversa di un’assistenza universale giustificata dal bisogno (che sottende un sospetto radicato e diffuso verso l’impresa) è un colossale inganno che pagheranno i nostri figli e nipoti.”

E’ quanto afferma Ferruccio de Bortoli nel suo editoriale sul Corriere della Sera di ieri.

Sull’università ha poi denunciato: “Questa fascia sociale in difficoltà sarà costretta a privilegiare il sostentamento immediato e a penalizzare l’investimento in istruzione e formazione dei propri figli. E così, con un capitale umano ulteriormente indebolito, sarà ancora più arduo per l’intero Paese ritrovare la via dello sviluppo senza la quale l’enorme debito accumulato non sarà sostenibile. Ma soprattutto rischieremo di penalizzare, ancora una volta, una generazione di giovani che non ha peso politico, non protesta, pagherà le scelte di necessità delle famiglie meno abbienti e gli errori di padri e nonni. Non è questa la sede per discutere dei ritardi storici nel sistema formativo del Paese. Basti solo dire che destiniamo all’università appena l’1 per cento del Prodotto interno lordo (Pil). Pochi laureati, alta dispersione scolastica, divari elevati fra Nord e Sud, scarso peso dell’istruzione tecnica e scientifica.”

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