Coronavirus, Conte: “Scelta dolorosa passare alla didattica digitale. Limiteremo la misura allo stretto necessario”

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“No, su questo non torniamo indietro.  L’alternativa a questo sistema è chiudere ancora una volta il Paese con danni enormi per tutti. In questo caso mal comune non sarebbe mezzo gaudio, ma disastro per tutti”.

Ad affermarlo, in un’intervista  al ‘Corriere della Sera’, è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in merito a eventuali alternative meccanismo che ha diviso l’Italia in tre fasce di rischio per contrastare la pandemia.

Sulla didattica a distanza: “Essere passati alla didattica a distanza in particolare per le scuole secondarie di secondo grado è stata una scelta molto dolorosa. Garantiremo comunque l’apertura dei laboratori e la presenza degli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali. Limiteremo questa misura allo stretto necessario”.

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“Unità – sottolinea Conte – significa solidarietà, non omogeneità. Non sono giornate felici per le aree rosse. I cittadini sono costretti a un nuovo regime molto penalizzante perché sono misure che limitano la circolazione e rischiano di deprimere tanti ristoratori, esercenti attività commerciali e operatori economici. Ma anche le aree arancioni e gialle sono sottoposte a misure restrittive,pur differentemente graduate. Non facciamo tutto questo a cuor leggero. Solo così possiamo contrastare il Covid e vincere questa battaglia. Speriamo il più presto possibile”.

Nel commentare l’ultimo bollettino che parla di 446 morti e 37.809 nuovi casi positivi al Covid, il presidente del Consiglio evidenzia come questo treno stia “correndo sempre più veloce e dobbiamo
assolutamente fermarlo. È per questa ragione che abbiamo introdotto via via dei ‘riduttori di velocità’ con i primi Dpcm. Quando si obietta che la mascherina obbligatoria all’aperto e al chiuso non ha sortito effetti, rispondo che i contagiati, i decessi, i malati in terapia intensiva senza quest’obbligo sarebbero stati molti di più”.

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