Coronavirus, chiusura scuole e ATA: ferie e riposi compensativi li chiede il lavoratore. No d’ufficio

di Nino Sabella

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Scuole chiuse fisicamente, gestione personale ATA. Anche per i riposi compensativi va rispettato CCNL.

Scuole chiuse fisicamente ma aperte virtualmente

Il decreto “cura Italia”, decreto n. 18 del 17 marzo 2020, ha previsto il lavoro agile come modalità di lavoro ordinaria e l’apertura degli uffici solo in caso di esigenze indifferibili, al fine di contenere la diffusione del contagio COVID 19.

Il Ministero, con la nota del 18 marzo 2020, ha illustrato le misure previste nel decreto in relazione alle istituzioni scolastiche, indicando:

  • la chiusura dei plessi che non sono sede di segreteria, ossia quelli in cui non si svolge l’attività amministrativo-contabile;
  • l’apertura del plesso sede di segreteria, ossia quello in cui si svolge la suddetta attività, soltanto per esigenze indifferibili e il cui svolgimento non possa essere effettuato in forma agile.

Nella nota , inoltre, vengono indicati i servizi che le scuole devono assicurare:

  • servizi erogabili da remoto mediante ricorso al lavoro agile;
  • servizi erogabili solo in presenza qualora necessari, adottando la necessaria programmazione e rotazione, con l’assunzione di tutte le misure idonee a prevenire il contagio disposte dalle autorità sanitare competenti;
  • corretto svolgimento degli adempimenti amministrativi e contabili.

Gestione personale ATA

Posto che i docenti sono impegnati nello svolgimento dell’attività didattica, il Ministero ha fornito, sempre in base a quanto disposto dal decreto cura Italia, indicazioni in merito al personale che non può svolger il lavoro in modalità agile, in primis i collaboratori scolastici.

Le indicazioni valgono sia in caso di apertura con contingenti minimi, considerato che il decreto impone di limitare al minimo la presenza di personale, sia in caso di chiusura fisica.

Per organizzare il contingente minimo o per giustificare l’assenza del personale, si utilizzano (leggiamo nel decreto) gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva. Esperite tali possibilità le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio.

La disposizione è ripresa dalla nota ministeriale, in cui leggiamo: i dirigenti scolastici, ai sensi dell’art. 87, c. 3 del d.l. 18/2020, dispongono, ad ampliamento di quanto già indicato dalla Nota dipartimentale 323/2020, l’adozione “degli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva

La parola dispongono potrebbe trarre in inganno, ma anche il Ministero, correttamente, riporta che il tutto avviene nel rispetto della contrattazione collettiva.

Dunque, gli strumenti cui far ricorso (per il come vediamo di seguito), per la chiusura fisica della scuola o per i contingenti minimi, sono :

  • ferie pregresse dell’anno scolastico 2018/19;
  • congedo;
  • banca ore
  • rotazione
  • altri analoghi istituti

In molte scuole si sta facendo ricorso, in riferimento alla voce altri istituti analoghi, ai riposi compensativi.

Esperite le succitate possibilità, i dirigenti ricorrono all’esenzione dalla prestazione lavorativa, ai sensi dell’articolo 1256 del codice civile.

Cosa dice il contratto

Ricordiamo, come già fatto in  altri articoli, che le ferie vanno sempre richieste dal lavoratore, per cui non possono essere assegnate d’ufficio, così come i congedi (ad esempio quello parentali o quello specifico previsto sempre dal decreto cura Italia).

Quanto ai riposi compensativi, come leggiamo nel CCNL 2007 (articolo 54), valido per tutto quanto non previsto nel CCNL 2016-18:

  • sono frutto di prestazioni oltre l’orario ordinario giornaliero;
  • vanno retribuiti;
  • il lavoratore, in luogo della retribuzione, può chiedere il recupero di tali ore anche in forma di corrispondenti ore e/o giorni di riposo compensativo, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’istituzione scolastica o educativa.

Oltre al CCNL vanno pure presi in considerazione i Contratti integrativi di Istituto.

In conclusione, è chiaro che:

  • è il lavoratore a chiedere il riposo compensativo;
  • il dirigente non lo può imporre, anche alla luce del fatto che il lavoro svolto oltre l’orario giornaliero (sempre come dice il CCNL), da cui può discendere la richiesta di riposo da parte del lavoratore, va retribuito.
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