Coronavirus, Bucci: “Sui contagi Azzolina ha dato numeri senza senso. Ecco perché”

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“Dalle prime valutazioni fatte è emerso che la scuola non ha avuto impatto sull’aumento dei contagi generali, se non in modo molto residuale”, ha affermato ieri la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

In particolare, secondo i dati emersi dal monitoraggio condotto dal Ministero dell’Istruzione, con la collaborazione dei dirigenti scolastici, nelle prime due settimane di lezioni, dal 14 al 26 settembre, il personale docente che risulta contagiato è lo 0,047% del totale (349 casi di positività), si parla dello 0,059% (116 casi) per il personale non docente, per gli studenti la percentuale è dello 0,021% (1.492 casi).

A La Repubblica, interviene Enrico Bucci, biologo, professore alla Temple University di Philadelphia: “Dopo due settimane non si può parlare di effetto né negativo né positivo, semplicemente non si può parlare di nulla. Il periodo di osservazione è così breve che non c’è fisicamente il tempo per trarre delle conclusioni. La ministra ha fatto un azzardo, anzi, ha detto una cosa senza senso. La popolazione studentesca è una parte della società che si comporta come la popolazione nel suo insieme, nessuno oggi è in grado di dire se quei positivi si sono ammalati a scuola o all’esterno. Il ministero, tra l’altro, ci offre numeri senza dirci come li ha messi insieme dal punto di vista metodologico”.

E ancora: “Per avere risultati validi sul piano scientifico bisogna testare gli insegnanti, o gli studenti, vedere quanti sono positivi e osservare se, rispetto ai nuovi positivi totali, nel tempo la frazione cresce. Dentro il campione offerto dalla ministra, invece, c’è di tutto e, così, non possiamo sapere chi si è ammalato a scuola e chi a una festa. E’ probabile che le misure prese negli istituti scolastici servano davvero e possano essere applicate con successo, ma rivenderle in questo modo non serve a capire né a costruire politiche anti-Covid”.

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