Coronavirus, Boccia: “Non siamo al semaforo rosso, ma servono mascherina, distanziamento e igiene”

Stampa

“Il governo sta studiando misure che alzino il livello di attenzione e precauzione. Speriamo che possano servire a contenere l’ondata. Ma una cosa deve essere chiara a chi non sta collaborando con il buon senso e con le regole della convivenza civile: se si dovessero riempire gli ospedali potrebbe tornare le limitazioni alla libertà personale, magari in zone ben determinate e non generalizzando. Se invece ci sarà un adeguato livello di prudenza  collettiva potremmo continuare a convivere con il coronavirus sino a quando non avremo il vaccino. Non illudiamoci: serviranno parecchi mesi”.

Così il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia in  un’intervista a Repubblica che sottolinea “non siamo al semaforo  rosso. Ma, insomma, è scattato il giallo”.

Nel nuovo dpcm che contiene la proroga dello stato di emergenza  “prorogheremo le misure attuali, con la limitazione delle presenze ad  eventi in luoghi aperti o chiusi: 1000 nel primo caso, 200 nel  secondo. Questo varrà per le manifestazioni sportive ma non solo: il limite delle 200 persone non va superato al chiuso, neppure in caso di matrimoni o feste private. Le regole universali rimangono tre:  mascherina, distanziamento e igiene. Ecco, stiamo ragionando su questi capisaldi”, spiega il ministro.

E sul pericolo che si proceda in ordina sparso dice Boccia: “Tutti i provvedimenti adottati sono stati concordati sempre e comunque, quindi parlare di conflittualità è improprio. Ci sono stati disaccordi che si sono tradotti in proteste, critiche e polemiche. Ma nei fatti, poi, ci sono le firme del governo e dei presidenti. Gli atti emanati in queste ore dalle Regioni hanno l’approvazione del governo nel 95% dei casi  perché riguardano l’interesse collettivo. Era possibile farlo prima, è possibile farlo oggi, sarà possibile domani”.

Stampa

Eurosofia, scopri un modo nuovo e creativo per approcciarti all’arte: “Il metodo del diario visivo” ideato da Federica Ciribì