Coronavirus, Binetti (UDC): a rischio scuole paritarie

“Mentre si cerca di scandire il calendario per la riapertura delle attivita’ in Fase 2, appare ormai sicuro che le scuole riapriranno a settembre.

Quel che non si sa e’ chi potra’ riaprire, sussistono dubbi per la scuola elementare e per l’arco di eta’ 0-6; quando, di fatto potranno riaprire e in che modo gli studenti saranno scaglionati per assicurare la famosa distanza sociale, al momento attuale unico vero elemento di prevenzione insieme al gel e alle mascherine.

In questo clima i genitori non possono che apparire preoccupati, dal momento che la loro vita e’ legata a stretto filo con quella dei figli. In tempi di lockdown, con lo slogan #Restiamoacasa, ormai martellante in TV e in ogni possibile forma di pubblicita’, tutto sommato era facile: grandi e piccoli a casa, tutti impegnati in attivita’ di smartworking e di didattica da remoto. Ma a settembre sara’ tutto molto piu’ complicato, soprattutto se la miopia del governo obblighera’ tante scuole paritarie a chiudere per un conclamato deficit di bilancio. In realta’ molte scuole paritarie da tempo cercano di far sentire la loro voce, gridando: Ne’ privilegi, ne’ elemosine.

E cercano di spiegare perche’ il governo deve aiutare le scuole paritarie, dal momento che la crisi rischia di spazzare via una gamba fondamentale del sistema educativo italiano. Ma sembra proprio che il ministro Azzolina e l’intero governo rimangano indifferenti. Cosa incomprensibile in un momento complesso come questo, in cui ogni realta’ educativa del sistema scolastico nazionale, sia essa statale o paritaria, riscopre un valore fondamentale per la tenuta emotiva e sociale delle giovani generazioni. E’ assurdo che chi governa parli di scuola al centro e non riconosca l’importanza del ruolo svolto dalle scuole paritarie nel sistema nazionale di istruzione.

Nonostante le scuole paritarie siano state per legge equiparate a quelle pubbliche, fin dal 1999, ben 20 anni fa, di fatto sussiste nei loro confronti ancora una forte discriminazione, meramente ideologica, che parte dalla convinzione che poter liberamente scegliere la scuola da far frequentare ai propri figli sia un privilegio, e non un diritto riconosciuto alle famiglie di poter preferire consapevolmente percorsi educativi in linea con la propria storia, provenienza e credenza religiosa”.

Lo afferma la senatrice Paola BINETTI (Udc), che sottolinea: “Le scuole paritarie costituiscono per lo stato un indubbio vantaggio economico: accolgono e formano circa 900.000 studenti e permettono un risparmio allo stato che e’ stato quantificato in circa 6 miliardi l’anno. Ma le scuole paritarie, pur svolgendo un ruolo fondamentale, sono paritarie solo formalmente: manca, nei confronti di questi enti, il riconoscimento sostanziale, concreto, materiale che possa permettere loro di esercitare la funzione educativa e formativa per cui sono nate. il governo ha previsto la somma di 2 milioni per far fronte anche nelle scuole paritarie alla didattica a distanza e alla sanificazione degli ambienti scolatici, resi obbligatori dai decreti emanati per far fronte allo stato di emergenza.

Ma non e’ assolutamente sufficiente: si tratta di poco piu’ che di una elemosina. Nel giro di pochi mesi potremmo assistere alla chiusura e al fallimento di tantissime strutture. Sparirebbe con loro la grande tradizione di scuole che hanno formato da sempre una grande parte della classe dirigente italiana. Per questo come UDC chiediamo interventi urgenti, economicamente adeguati, a favore delle scuole paritarie, con l’istituzione di un fondo straordinario destinato alle realta’ paritarie, con forme di sostegno, quali la piena detraibilita’ delle rette”.

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