Coronavirus, bene didattica a distanza ma relazione in presenza insostituibile! Lettera

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Inviato da Maestra Maria Pia Labita – Una mattina… Ci siam svegliati… Ci siamo trovati di fronte al virus, sprovvisti di cure e vaccini, inermi, impotenti.

Siamo tutti confinati dentro le nostre case … almeno chi ha recepito le indicazioni del Governo.

Dal mio confino cerco di rimanere in stretto contatto con i miei piccoli alunni.
Sì! Troppo piccoli, di prima, chissà come saranno preoccupati! Chissà cosa gli passa per la testa! Mi faccio vedere tramite qualche video di whatsapp per spiegare qualche compitino e per dirgli che ci rivedremo presto, che lo capisco che si annoiano ma dobbiamo cercare di rimanere a casa la maggior parte del nostro tempo.

Si provvede con la bacheca del registro online a indicare come proseguire la didattica…ma…manca, manca il rapporto in presenza. Le spiegazioni sono fatte da mille piccole cose e ti senti limitato dalla didattica a distanza…meno male che c’è. Vado al ricordo della mia infanzia ai tempi del terremoto tanti e tanti anni fa, mi ricordo ancora la scossa mentre ero a scuola alla Leonardo Da Vinci che si trovava in piazza Malaspina. Al suo posto c’è un grande palazzo. Le scuole rimasero chiuse tantissimi giorni. A quel tempo NESSUNA DIDATTICA a distanza.

Qualche piccolino mi ha inviato la sua foto, la foto dei compiti svolti, un video di saluto, un messaggio audio per dirmi che VOGLIONO tornare a scuola, quella stessa scuola dove il PRIMO GIORNO A SETTEMBRE hanno anche pianto avvinghiati alle mamme.

Stanno/stiamo provando cosa vuol dire una Società SENZA scuola.
Da questa esperienza ne usciremo tutti profondamente cambiati, così come siamo, abituati a dare tutto per scontato: la salute, il divertimento, gli affetti, il senso dell’immortalità ( chi non ha mai pensato ascoltando la TV che qui questo signor CORONAVIRUS certamente NON sarebbe mai arrivato?)
E i MEDICI! Il personale sanitario!

Questa Sanità Pubblica di continuo criticata, denigrata…Vi siete accorti finalmente a che serve? E meno  male che esiste altrimenti chi si sarebbe preso cura di noi? Rischiano loro!
Sono negli ospedali e TEMONO che non ce la faranno ad arginare il contagio per mancanza di mezzi e di forza.
Se non ci saranno posti in terapia intensiva …certo…saranno costretti a scegliere.

Mi sembra anche giusto e comprendo la loro amarezza… QUINDI, mi raccomando l’igiene delle mani, state a casa se avete sintomi, parlate col medico curante per informarlo dell’evoluzione della vostra malattia, NON accalcatevi al supermercato, fate quel che è giusto fare quarantena compresa.

Ai colleghi dico:” Troppi compiti no, magari scegliete compiti alternativi sperando che duri poco e si possa rientrare in aula al più presto da queste PESSIME VACANZE!”

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