Coronavirus, Ascani: “DPCM in arrivo, vogliamo tutelare la didattica in presenza”

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“Il governo ha piena consapevolezza dei  rischi che si stanno correndo, e le misure che verranno prese saranno  coerenti con quello che sta succedendo nel paese”. Lo ha affermato la vice-ministra dell’Istruzione, Anna Ascani intervenuta a Sky Tg24.

“Abbiamo intenzione di prendere misure che siano in grado, almeno dal punto di vista degli scienziati, di ridurre la curva del contagio – spiega -. Naturalmente nei diversi territori d’Italia il contagio si sta sviluppando in maniera differente e quindi è importante sviluppare delle misure che, pur con una coerenza nazionale, abbiano cadute che rispondono a quello che sta effettivamente accadendo”.

Per questo, ha concluso, “c’è bisogno di fare un ultimo passaggio con le Regioni, che ci sarà nelle prossime ore, e al termine del quale poi verrà licenziato il Dpcm”.

“Il Cts sta lavorando sui dati in arrivo  dalle Regioni, non sono in ritardo. Ma è importante evitare fughe in  avanti nella comunicazione dei dati che potrebbero generare  speculazioni sulle misure, magari diverse da quelle che effettivamente vengono prese. Non bisogna generare confusione nell’interesse del  paese e della salute pubblica”.

“Le misure di contenimento che noi stiamo cercando di prendere servono per ridurre i numeri del  contagio e anche per riprendere uno strumento fondamentale per il  contenimento della pandemia, ovvero il sistema del tracciamento e del contact tracing”.

“In questo momento – ha aggiunto – con questi numeri, è davvero complicatissimo, quindi c’è bisogno di abbassare i numeri per  riprendere a fare quella prevenzione che ci consente di ridurre i  contagi. Ovviamente – ha ammesso – non tutto è andato come doveva  andare, nessuno dice il contrario. Ma quello che si sta cercando di fare è coinvolgere il più possibile tutti gli attori affinchè si possa star dietro all’incremento che c’è stato ma nel frattempo cercare di  ridurre i numeri di fronte ai quali qualunque sistema sarebbe andato in tilt e quindi riprendere un meccanismo di gestione più coerente e più gestibile”.

“Il governo lo ha detto in modo chiaro: non vogliamo chiudere le scuole. Sappiamo che la chiusura ha avuto in
impatto pesantissimo, e quindi il nostro obiettivo è tutelare la scuola e il lavoro il più possibile”. 

“E’ chiaro – ha aggiunto – che le decisioni dolorose che sono state prese con l’ultimo Dpcm sono decisioni che sono determinate dall’andamento del contagio e dai numeri complessivi perché è evidente che nel momento in cui i numeri crescono così tanto, serviva un freno  di qualche tipo. Però l’obiettivo del governo è quello di tutelare soprattutto la scuola e il lavoro, soprattutto la scuola”.

Come hanno detto il Premier e la Ministra, ha proseguito, “noi teniamo moltissimo al fatto che la didattica sia il più possibile in presenza  e, soprattutto riconosciamo che la scuola è fondamentale non soltanto  per quello  che riguarda gli apprendimenti ma anche i meccanismi  relazionali e di socialità che sono tutt’altro che secondari. Poi,  naturalmente, dobbiamo assumere decisioni che sono state dolorose già  nell’ultimo dpcm quindi– ha concluso – è evidente che nulla sarà  indolore. Ma cercheremo di tutelare il più possibile la didattica in presenza” .

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