Coronavirus, AIDA: le problematiche applicative del decreto n. 187

di redazione

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Comunicato AIDA Scuole – Il 21 c.m. il premier Conte parlava al Popolo, alla fine di una giornata drammatica che ha fatto registrare il numero più alto di decessi in Italia da Covid-19, nell’invocare l’unità nazionale, ha ribadito l’assoluta importanza del rispetto delle regole imposte per contenere il contagio.

Il DPCM del 22/3/2020 ha individuato le attività lavorative essenziali, ribadendo pertanto la necessità, per il personale ATA, di operare ricorrendo alla modalità “smart working” nella maniera più ampia possibile.

Contestualmente, in concomitanza di questa eccezionale misura contenitiva, il Ministero dell’istruzione, in data 26 c.m. emanava il decreto n. 187 riguardante il piano di riparto dei fondi da destinare alle Scuole, al “fine di assicurare tempestivamente alle Istituzioni scolastiche impegnate nelle azioni di apprendimento a distanza durante il periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19” .
L’art. 1 sub b) del Decreto sopracitato, pur se ispirato alla necessità contingente legata all’emergenza in atto, ha nuovamente attribuito al personale delle segreterie scolastiche, l’onere di acquisire, inventariare, individuare gli aventi diritto, distribuire i device informatici ai discenti.

Secondo le indicazioni fornite, è stata ignorata completamente la contingenza del momento che rende particolarmente difficoltose tutte le procedure finalizzate all’assegnazione degli strumenti informatici. In particolare appare complessa la modalità di acquisizione dei beni visto che la maggior parte dei fornitori svolge attività assolutamente parzializzata e che già oggi numerosi lotti Consip, essendo esauriti, prevedono consegne di tale dispositivi solo per fine maggio. Inoltre, parimenti difficoltose sono le procedure di consegna, catalogazione e inventariazione degli stessi dispositivi, tenuto conto che il DSGA ed personale di segreteria sta ordinariamente svolgendo lavoro in smart working e che sono sconsigliati gli spostamenti del personale al fine di evitare la propagazione dell’epidemia.

Inoltre appaiono particolarmente complesse ed oltremodo approssimative le modalità di individuazione dei beneficiari tenendo conto dello status socio economico culturale dell’indice di background ESCS dell’Invalsi che si basa non già su criteri oggettivi e ripetibili (come ad esempio potrebbe essere l’attestazione Isee) ma su semplici questionari. Difficilmente gestibili potrebbero essere anche le modalità di individuare gli aventi diritto in base a non precisati criteri per stilare le graduatorie dei richiedenti.

Peraltro, le procedure anzidette gravano ulteriormente sul personale di segreteria già interamente dedicato, oltre all’attività ordinaria, alla gestione dell’emergenza sanitaria, come acquisizione di dispositivi di protezione ed igiene personale, modifiche ai piani delle attività scolastiche, diversa organizzazione del personale, previsione di pulizie straordinarie.
Tutto ciò complicato dalla circostanza che il personale amministrativo sta operando da remoto tra mille difficoltà, con devices propri, con reti informatiche sovraccariche e, quindi, particolarmente rallentate.

Alla luce di quanto sopra rappresentato, si suggerisce di utilizzare, al fine di soddisfare le finalità previste dall’art. 1 sub b) del decreto n. 187 del 26 c.m. di erogare un bonus, direttamente all’avente diritto in base a criteri economici analoghi a quelli utilizzati per finalità sociali similari.

Altra soluzione potrebbe essere quella di affidare il compito direttamente ai servizi sociali del Comune/Municipio di residenza al fine di individuare le famiglie degli alunni aventi bisogno per consentirne il diretto contatto con le società informatiche anche per consentire l’utilizzo guidato dei devices, del software e delle relative connessioni (es. installazione di firewall ed account personalizzati…)
In uno spirito di fattiva collaborazione, comprendendo le enormi difficoltà operative che anche codesto Ministero sta affrontando, porge distinti saluti

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