Coronavirus, 500 mln di studenti a casa. Onu: garantire continuità apprendimento

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L’Unesco diffonde i dati sugli studenti che nel mondo sono costretti a stare a casa per fermare il diffondersi dei contagi da coronavirus.

Scuole e università chiuse in diversi Paesi del mondo: l’emergenza sanitaria non riguarda solo l’Italia, che in queste ultime ore si trova a seguire le ulteriori misure restrittive disposte ieri dal Governo contro il coronavirus.

In Grecia chiuse tutte le scuole e le università, così come in Polonia lo saranno per almeno due settimane, in Ucraina. A Madrid sospese le attività didattiche. Lezioni sospese anche a Nicosia. Prima ancora a chiudere le scuole sono state la Repubblica Ceca, la Baviera, la Macedonia del Nord e parte della Bosnia. Istituti chiusi anche in Qatar, Paraguay, India. Tutto chiuso anche in Azerbaijan, Bahrain, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Georgia, Iran, Iraq, Giappone, Kuwait, Libano, Mongolia, Arabia Saudita e Emirati Arabi. Gli Stati Uniti chiudono alcune università. Se tutti i Paesi dovessero ricorrere a chiusure su scala nazionale, il numero di studenti senza a casa supererebbe i 500 milioni.

L’organizzazione delle Nazioni Unite per la cultura e l’istruzione lancia l’allarme: mai prima d’ora si sono fermati così tanti studenti. “Stiamo lavorando con i Paesi per garantire la continuità dell’apprendimento per tutti, soprattutto per i bambini e i giovani svantaggiati che spesso sono i più colpiti dalla chiusura delle scuole” ha detto Audrey Azoulay,direttore generale dell’Unesco in una nota diffusa dall’agenzia, riportata da Il Corriere.

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