Cornavirus, essere felici restando a casa! Lettera

WhatsApp
Telegram
ex

Inviato da Fernando Mazzeo – In questi giorni difficili dove l’ emergenza sanitaria sta completamente cambiando le abitudini e la vita di tante famiglie e studenti, dove la paura continua a diffondersi in mezzo a ciascuno di noi, dove la gioia e la felicità sembrano lontanissime, la scuola, seppur impreparata e priva di mezzi per affrontare un impensabile, fino a pochi giorni fa, scenario educativo e didattico, riesce, nonostante tutto, a stare vicino e a motivare i suoi alunni. Ecco ciò che una ragazza di Prima media scrive in occasione della “Giornata Internazionale della Felicità”

“Oggi, venti marzo, è la “Giornata Internazionale della Felicità”. Così, ho deciso di fare una passeggiata in bicicletta in giardino per staccarmi dalla frenesia dello studio, delle videolezioni di questi giorni ed immergermi nella bellezza della natura che, incurante della paura e del panico creatosi tra la gente a causa del Coronavirus, continua a deliziarci con i suoi splendidi fiori che, meravigliosi, s’ergono rigogliosi e colorati nel mio giardino.

Rossi gerani, deliziose margheritine e delicati narcisi ricordano che la primavera è alle porte, ma gli uomini, presi dal panico, non se ne accorgono e badano solo a saccheggiare i supermercati.
Mentre pedalo lentamente, penso tra me e me: se l’uomo continuerà a vivere in preda all’agitazione e al panico, non raggiungerà mai la vera felicità che non è altro che uno straordinario equilibrio tra la persona e il mondo esterno.

Ma l’uomo è una delle creature dell’Universo più strane, va alla continua ricerca della felicità e, non trovandola nella bellezza e nella semplicità della vita di ogni giorno, si lascia vincere da uno strano stato di agitazione interiore nel quale ha paura del futuro e di cosa accadrà.
Non ho mai sperimentato ciò, ma continuo a sentirne parlare sempre più frequentemente.

All’ improvviso avverto una stretta al petto. Anche il mio cuore sembra lasciarsi prendere da uno strano stato d’agitazione, non sento più il caloroso e materno abbraccio della natura. Ho paura. Come d’incanto però, nel profondo del mio cuore, sento una voce calda e rassicurante: l’uomo non deve pensare alle preoccupazioni del presente, ma solo ad essere felice. Il tempo non gli appartiene e se vive felice renderà migliore il presente, ma anche il futuro.

Così, rassicurata dalle parole sagge del mio cuore, continuo a pedalare con più forza di prima. Sento l’abbraccio caldo e rassicurante di madre natura, mi sento felice, parte dell’anima del mondo, in perfetta armonia con me stessa, libera dalle preoccupazioni di ogni giorno in cui, molto spesso, l’uomo tende a esserne prigioniero.

Ad un certo punto, mentre la mia bici corre da sè sull’ abbrivio, vedo una leggiadra, esile e colorata farfalla. Muove con grazia le sue delicate ali. La osservo ed ella fa lo stesso. Nessuno dei due si muove. Neanche il vento si permette di spirare flebilmente per non disturbarla. Il sole alto nel cielo brilla soddisfatto. Lo guardo. Emana una luce così forte d’accecarmi.

All’improvviso un vento fortissimo inizia a spirare. Si sente un fruscio forte tra le foglie degli alberi. Chiudo gli occhi per un solo istante, li riapro e la farfalla non c’è più. La farfalla è un insetto particolare che preannuncia fortuna. Non so ancora a cosa sia servito quell’incontro, ma nella vita tutto ha un significato, persino le cose più banali e quella piccola, bella e colorata farfalla sui fiori del mio giardino, non ha fatto altro che donarmi il sorriso

della felicità.
Grata a Madre Natura per il bel regalo, scendo dalla mia bicicletta fiammante e ritorno a casa. L’agitazione che per un momento aveva offuscato il mio cuore non c’è più. Consapevole che la musica rallegra e la paura rattrista, prendo il mio splendido violino e inizio a suonare. È bello, nel tempo del Coronavirus quando la tristezza prende il sopravvento, essere felici restando a casa”.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito