Coordinamento SFP: ma le scuole non erano “sicure”? Tutto quello che non va per la ripartenza in presenza e in sicurezza del nuovo anno scolastico

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Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento – Ma le scuole non erano “sicure”? Per un intero anno scolastico il Governo ha decantato, anzi millantano, protocolli di sicurezza infallibili, su indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, ma bisogna esporre tutto quello che non va per la ripartenza in presenza e in sicurezza del nuovo anno scolastico.

Senza soffermarsi sull’obbligo di Green Pass per il personale scolastico, se leda o meno i diritti di libertà del cittadino o al lavoro, ma se si introduce un obbligo, probabilmente, anzi sicuramente le scuole non erano così sicure.
Tale obbligo, però, è esteso solo al personale scolastico, non ai milioni di alunni, che fuori dagli edifici scolastici non potranno essere controllati, delegando il buon senso, ammesso ci sarà, ai ragazzi stessi e alle loro rispettive famiglie.

Nessun incremento dei mezzi pubblici nelle città, nessun intervento serio di edilizia nelle scuole, nessun impianto di aerazione nelle aule, nessun dimezzamento del numero degli alunni per classe e sezione, nessuna abolizione dei pasti e riduzione oraria, nessuna dotazione di mascherina FFP2 per tutti i docenti, nessun piano di reclutamento equo e meritocratico per il personale scolastico, perchè per contrastare il covid-19 basterà tenere nuovamente le finestre aperte!

Quindi, si cambia, affinché resti tutto uguale, per non cambiare nulla.

Inoltre, per rassicurare l’opinione pubblica, ma solo a suon di proclami e slogan e non di concretezza, pare che gli insegnanti dovranno essere in cattedra dal primo di settembre, mentre le domande di compilazione della scelta delle scuole non sono ancora presenti su istanze online e, tra di rinvii e confronti su richiesta dei sindacati, la pelle dei precari è sempre più scoperta e ustionata.

Migliaia e migliaia di docenti non sono in vacanza, ma in NASPI e vivono l’ansia del futuro professionale ogni mese di agosto.
I precari scoprono, addirittura, che la domanda è unica, sia per la scelta delle scuole del personale destinato all’immissione in ruolo, sia per la scelta delle sedi delle supplenze al 30 giugno e al 31 agosto, ma senza visualizzare la disponibilità dei posti, se non due giorni prima della scadenza della domanda stessa, forse.
In sostanza, potranno scegliere fino a 150 scuole, rischiando di scegliere 150 posti inesistenti, perché già coperti.

E ogni giorno sentono e leggono amenità: sospensione del contratto di lavoro per coloro che non avranno il Green Pass e supereranno i 5 giorni di malattia, assunzioni farlocche, perché inesistenti, da Graduatorie provinciali, dopo regolare scorrimento delle Graduatorie di merito e di esaurimento, concorsi ordinari rimandati, i cui bandi sono scaduti da un anno, mentre altri concorsi sono stati svolti in piena ondata pandemica e altri ancora “imbastiti” in due sole settimane, tra scrutini, collegi docenti e burocrazie dei partecipanti.

E non possono neanche scendere in piazza a protestare e manifestare, perché verrebbero ritenuti incoscienti, irresponsabili, sovversivi e incuranti della salute pubblica.

Così non resta loro che ringraziare il Governo per tutelarli così tanto dal Covid-19, favorendo gastriti e ulcere.

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