Coordinamento Nazionale SFP, senza aggiornamento graduatorie i precari sono bloccati nel trasferimento provincia

di redazione

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Comunicato Coordinamento Nazionale SFP – La bozza di decreto sulle misure per la scuola ha generato caos, preoccupazione e sconcerto fra i laureati in Scienze della Formazione Primaria, in particolare quelle relative alle graduatorie di istituto, il cui aggiornamento era previsto per giugno 2020.

La proposta di “congelare” le graduatorie del triennio 2017/2020 anche per l’anno scolastico 2020/21, se approvata, avrebbe delle conseguenze fortemente negative per la scuola e per il personale docente.
Di contro, si è consapevoli che il piano iniziale ministeriale di istituire le graduatorie provinciali è infattibile, in tempi e oneri, vista l’emergenza epidemiologica da covid-19, ma è pura follia non aggiornare le graduatorie di istituto!

Nel triennio 2017/2020 tantissimi insegnanti si sono inseriti in coda nelle graduatorie di seconda fascia in attesa di aggiornamento, accontentandosi di supplenze brevi e scavalcati sia da chi ha punteggio minore, sia da chi sta in una graduatoria privilegiata con riserva e anche a zero servizio. Migliaia di docenti attendono di poter aggiornare punteggio e titoli culturali, altrettanti negli ultimi due anni si sono specializzati nel sostegno didattico e altri ancora stanno facendo una corsa forsennata per poter conseguire il titolo abilitante in tempi utili per l’inserimento delle graduatorie di istituto.

Possibile che non ci siano soluzioni migliori, senza suscitare il malcontento generale?
Cosa proporre? Tempi più distesi per l’aggiornamento, ad esempio da fine maggio a luglio 2020, telematizzare le domande, che in parte si compilano già online.
Infatti, tempi più distesi permetterebbero alle segreterie di lavorare al meglio e scaglionare le richieste, ai docenti già in graduatoria di aggiornare e ai neolaureati di inserirsi regolarmente.
Si sono stanziati 85 milioni di euro per la didattica a distanza e nel 2020 non è una richiesta utopica semplificare una domanda di inserimento delle graduatorie di istituto.

Perchè se da una parte si propagandano concorsi imminenti, palesemente non attuabili nei prossimi mesi, sembra almeno curioso rimandare l’aggiornamento delle graduatorie di un anno, senza il minimo dialogo con le parti coinvolte direttamente, le associazioni di categoria e sindacali.
Ripartire a settembre con un contingente ottimale di insegnanti e “in fila” è meno gravoso rispetto al sovraccarico che avrebbero le segreterie didattiche durante tutto l’anno scolastico con le messe a disposizione, non regolarizzate.

L’emergenza da covid-19 sembra essere una scusa, perchè le segreterie sono aperte, lavorano e, si spera, a pieno ritmo per i prossimi mesi.
Parlare di concorsi per mera propaganda è possibile, mentre presentare una domanda online, con PEC o tramite raccomandata A/R crea assembramento nelle segreterie?
La follia è tenere “appesi” per un altro anno migliaia e migliaia di insegnanti!

Aggiornare dopo 3 anni è un diritto che non può essere negato, si possono allungare i tempi, telematizzare le domande e anche ripristinare le finestre semestrali per gli abilitati, così da avere più docenti disponibili per le supplenze e per tutto l’anno.La bozza del decreto, un pot-pourri di tutto, non tiene conto che una tale misura è un suicidio professionale per tutti i docenti, abilitati e non, e un suicidio politico del dicastero, sordo alle richieste della scuola, che dovrebbe tutelare e che, invece, si ostina a non ascoltare.

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