Coordinamento nazionale SFP: no a concorso straordinario bis infanzia e primaria

di Nino Sabella
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Comunicato Coordinamento nazionale SFP – Un’altra sanatoria, come se immettere in ruolo 48000 senza selezione non fosse bastato a dequalificare l’istruzione italiana e far rabbrividire migliaia di docenti, diplomati e laureati, che hanno studiato a lungo per superare un concorso ordinario, per meritarsi una cattedra sulla base della verifica reale delle competenze.

Non si capisce per quale motivo si dovrebbe bandire uno straordinario bis per le scuole dell’Infanzia e Primaria e, soprattutto, per quale motivo la politica dovrebbe far finta di non aver mai pubblicato il Decreto Dignità.

Senza un concorso ordinario non è possibile un altro riservato. Ma “riservato” per chi? Per chi, non rientrando nei requisiti del primo, ma in ruolo con riserva, ne ha chiesto, con azione di ricorrere all’autorità amministrativa, l’annullamento o, in alternativa, la riconferma dei posti?

In data 12/07/2019 è stata pubblicata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (Sentenza Terza Bis), N. 09252/2019, che respinge il ricorso sovracitato. In quelle righe compaiono anche i nomi di chi oggi chiede a gran forza lo straordinario bis, di chi chiede il sostegno dei colleghi DM ante 2001-2002, che hanno partecipato al primo, ma ignari del ricorso che avrebbe messo a repentaglio l’immissione in ruolo di migliaia di docenti in GAE con riserva a vantaggio di pochi; di chi strumentalizza uno sparuto numero di laureati, che vede, come unica via di uscita al precariato, un altro concorso non selettivo, perché tagliato fuori dal primo e demoralizzato da un ordinario non ancora pubblicato, che sarà indetto in alcune regioni.

Per legge uno straordinario bis andrebbe in coda al primo e vedrebbe l’immissione in ruolo dei docenti tra 20 o 30 anni, salvo la riconferma di quelli che lo hanno già ottenuto, seppur con riserva.

Tra l’altro, non è possibile chiedere l’inserimento “a pettine” a bando chiuso, lo sa bene chi lo chiede e lo sa bene la politica, che ha solo lanciato proclami, tastato terreno e fertilità.

Chi vuole le GAE, chi dovrà rinunciare alle GAE se sceglierà lo straordinario bis, chi accusa, chi trama alle spalle, chi tradisce, chi cerca alleanze. Ma il cielo non è sempre più blu, è sempre più plumbeo e annerisce la formazione continua e la qualità didattica.

Risolvere i problemi insieme, proponendo sistemi di reclutamento equi e democratici per tutti, è politica, nel senso sublime del termine, occuparsi con serietà e responsabilità della vita pubblica. Cercare di risolverne uno, da soli e male, è cupidigia.

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