Coordinamento Nazionale dei docenti della disciplina Diritti Umani. L’educazione alla legalità non deve essere solo uno slogan

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani, in seguito alle gravi notizie riguardanti il danneggiamento della stele commemorativa del giudice Rosario Livatino, ritiene fondamentale sottolineare lo stato di emergenza legalità in cui versano molte aree del Centro Sud d’Italia e condannare simili atti.

Occorre ricordare che tale gesto si è consumato proprio alla vigilia della ricorrenza dell’assassinio del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta.
Oggi più che mai le istituzioni devono rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, creando percorsi che potenzino la conoscenza, la cultura e il rispetto della legge. L’educazione alla legalità, come più volte sostenuto dai giudici Falcone e Borsellino, non deve essere un mero slogan, ma un movimento culturale, d’idee, di saperi, teso a rivoluzionare ordinamenti e sovrastrutture cristallizzate e deleterie per il progresso civile della società. “Gutta cavat lapidem”, dicevano i latini; allora un’azione didattica sistemica, pervasiva, cadenzata, misurabile quanto può incidere nella trasformazione delle caratteristiche socio-culturali di un territorio?
Una situazione d’emergenza richiede soluzioni immediate e di forte impatto: significa contrastare il “Nulla” con la forza del pensiero e dei comportamenti, occupando le “zone grigie” con i valori dell’onestà e del saper fare.

Il Governo, che sta dimostrando sensibilità per le questioni connesse alla difesa e divulgazione delle tematiche afferenti la legalità, può intervenire, in tal senso, per contrastare la criminalità, attraverso un piano scolastico dedicato al potenziamento della cultura della legalità in ogni scuola è di fondamentale importanza per il Paese e per il futuro delle nuove generazioni.

prof. Romano Pesavento
Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

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