Il Coordinamento dei precari della scuola di Bologna indice un presidio per l’assunzione di tutti precari della scuola pubblica. Lettera

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Martedì 12 aprile conosceremo le date delle prove del concorso per insegnanti.

Martedì 12 aprile conosceremo le date delle prove del concorso per insegnanti.

E nello stesso giorno, come precari e precarie della scuola pubblica, saremo in presidio in piazza Ravegnana a Bolognaalle ore 16, per smascherare la malafede del governo Renzi e le false promesse della “Buona scuola”.

Sono mesi che rispetto all'ultima tornata di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente assistiamo al processo di autocelebrazione di questo governo, che sbandiera i "cento mila nuovi insegnanti assunti" e il "grande e meritocratico" concorso che dovrebbe, a detta loro, far entrare nella scuola nuove/i insegnanti.

Ma la verità è che quelli che – almeno secondo il bando – dovrebbero partecipare a questo concorso non sono nuovi insegnanti, sono persone che lavorano in condizioni contrattuali precarie: alcuni ormai da anni, altri dopo tortuosi e costosi percorsi di abilitazione.

È quindi diventato necessario e urgente smontare le falsità del governo: le famigerate e millantate cento mila assunzioni hanno riguardato solo chi dal 2008 era già inserito nelle GAE (Graduatorie ad esaurimento), o chi aveva superato un precedente concorso pubblico per la scuola: tutte persone che già da anni lavoravano e da tempo aspettavano una regolarizzazione della loro posizione.

E poi, oltre al danno, la beffa: al "concorsone" possono infatti accedere solo coloro che sono in possesso di un titolo di abilitazione: così i docenti restano imbrigliati in un percorso farraginoso e iniquo.

L'abilitazione è infatti stata ottenuta dopo ardue prove concorsuali (come nel caso del TFA), o in ogni caso dopo lunghi mesi di lezioni universitarie e tirocini mal organizzati e per i quali si sono dovuti sborsare circa tre mila euro; il tutto affrontato dopo anni di servizio e mentre si era già in cattedra, ma come supplenti.

 

I partecipanti al concorso sono quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, già insegnanti della scuola pubblica italiana non ritenuti “pronti” per rientrare nel piano assunzionale, e quindi costretti a essere valutati ancora una volta su conoscenze e competenze che hanno già dimostrato di possedere. Nessuno dice, però, che questi sono gli/le stessi/e docenti cui non si richiede di dimostrar nulla quando, a inizio anno, c'è bisogno di loro per svolgere le consuete supplenze tappabuchi.

Inoltre, i posti che vengono ora banditi non costituiscono “un'iniezione di nuove energie” nella scuola perché non è previsto nessun allargamento degli organici: le assunzioni che verranno fatte andranno a coprire le cattedre lasciate vacanti dai pensionamenti che ci sono stati e ci saranno nei prossimi anni.

 

Questo concorso è l'ennesima dimostrazione della disattenzione e della malafede che il Governo riserva alla scuola pubblica.

Non si può restare in silenzio di fronte a questo nuovo attacco nei confronti degli e delle insegnanti: chi si riempe la bocca parlando continuamente di meritocrazia dovrebbe almeno riconoscere l'impegno speso in questi anni da decine di migliaia di insegnanti.

Per questo di fronte a questo concorso farsa, pretendiamo:

a) l'inserimento nelle GAE per tutte/i gli/le insegnanti che resteranno esclusi dal concorso e per coloro che, trovandosi nella III Fascia delle graduatorie d'istituto abbiano maturato 360 giorni di servizio.

b) la formazione di una graduatoria di idonei che comprenda tutti i partecipanti al concorso.

Ma il concorso non è che uno dei numerosi problemi introdotti dalla “Buona scuola”.

Per questo il Coordinamento precari della scuola della provincia Bologna sostiene con forza e attivamenteil referendum abrogativo di alcuni articoli della legge 107. In piazza il 12 aprile ci sarà anche il banchetto per raccogliere le firme necessarie alla presentazione del referendum.

Coordinamento Precari Scuola Bologna

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