Convegno “Istruzione e formazione: la vera sfida per il Paese”. Anief, ripartire da organici

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Anief – Parti sociali a confronto al convegno del 20 febbraio 2020 “Istruzione e formazione: la vera sfida per il Paese”.

Organizzato dal CNEL sui temi dello sviluppo sociale, della crescita delle competenze e delle conoscenze, dell’inclusione e della sostenibilità economica, delle sfide globali cui l’Italia si deve misurare. Marcello Pacifico (presidente Anief): “si deve ripartire da una ridefinizione degli organici e dei punti di erogazione del servizio. La scuola deve essere pensata come strumento per rilanciare e investire sul territorio e non per certificare un abbandono da parte dello Stato. Il suo personale non deve essere più precarizzato ma valorizzato”

Ha partecipato al dibattito, nella delegazione Confedir, Daniela Rosano della Segreteria nazionale Anief. Tutti i relatori hanno ribadito la centralità dei temi dell’istruzione e della formazione che, solo nel nostro Paese, restano inspiegabilmente lontani dal dibattito politico e materia esclusiva degli addetti ai lavori. L’Italia si conferma inoltre tra i Paesi che investono meno in istruzione e formazione. All’inadeguatezza delle risorse corrisponde un dato altissimo di giovani che non studiano e non lavorano, un elevato tasso di dispersione scolastica, un basso numero di laureati. Sono state sottolineate alcune tra le emergenze più diffuse del mondo dell’istruzione: l’abbandono, il deficit delle competenze, l’edilizia scolastica, la questione salariale, il precariato, la scarsa attrattività del percorso della ricerca.

La proposta formulata dal CNEL – utilizzando anche lo spazio di iniziativa legislativa che compete a questa Istituzione – è finalizzata ad affrontare le criticità del sistema istruzione formazione nell’ottica di affermare, in concreto, il principio d’uguaglianza e di equità, anche nella prospettiva di migliorare le competenze e le conoscenze e, dunque, la competitività del sistema Paese.

GLI ORGANICI

Anief è intervenuta per sottolineare un presupposto fondamentale del successo formativo dei nostri studenti: la questione degli organici dei docenti. Se si apprezza l’azione dell’attuale ministro dell’Istruzione Azzolina nel voler contrastare il fenomeno delle classi pollaio, si chiedono interventi più coraggiosi per ridefinire il rapporto alunni/docenti. Dal 2018 sono stati 598 mila i giovani tra i 18 e i 24 che anni hanno abbandonato precocemente la scuola fermandosi al diploma di terza media. Bisogna estendere l’obbligo scolastico e formativo fino alla maggiore età. Non bisogna poi dimenticare i risultati dell’ultimo rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno: nel Sud Italia la percentuale di assenteismo e di abbandono scolastico risulta maggiorata, l’abbandono precoce della scuola al Sud è infatti superiore al 30-40 per cento, contro una media nazionale del 14,5%. Ecco perché in quelle zone occorre necessariamente prevedere un organico maggiorato di docenti e personale Ata.

LA FORMAZIONE

Anche sul tema della formazione dei docenti la posizione dell’Anief è stata chiara: serve ripristinare un sistema di formazione iniziale che tenga conto delle effettive necessità del territorio. È di questi giorni il decreto che fissa la ripartizione dei posti per i corsi di specializzazione per le attività di sostegno e inclusione, ancora una volta i posti messi a bando sono la metà di quelli necessari: si stima che il personale in servizio su posti di sostegno sia per il 70% precario e non specializzato.

SERVONO MAGGIORI RISORSE

La scuola non può vincere queste sfide da sola. Servono senz’altro più risorse dal ministero dell’Economia, un coinvolgimento costruttivo con quello del Lavoro. Per l’istruzione, si investe il 3,5% del PIL contro una media del 5% europeo, e si prospetta una decrescita fino al 2035 – occorre cambiare approccio culturale: la scuola non deve essere considerata un costo da tagliare ma un investimento per la società, i docenti sono gli “artigiani delle generazioni future”.

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