Controllo green pass alunni: ANIEF invita il personale a rifiutare la delega del dirigente scolastico

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Il giovane sindacato risponde così alle indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione con nota del 10 gennaio 2022 sulle quarantene, che peraltro discriminano gli alunni tra vaccinati e non. Ci sono responsabilità persino penali nel trattamento di dati ultrasensibili di minorenni che l’amministrazione farebbe bene a rilevare d’ufficio, se reputa legittima la sua azione. Meglio ritornare in DAD e fare lezione da casa, in attesa che il Governo stanzi le risorse per sdoppiare le classi e incrementare gli organici stabilizzando i precari.

Le nuove norme sulla quarantena a scuola, introdotte dal D.L. n. 1/2022, non sono solo pericolose perché autorizzano potenziali positivi a frequentare la scuola in presenza, ma sono irricevibili anche nella parte che prevede il controllo dei green pass degli alunni. ANIEF invita il personale a rifiutare la delega di funzioni, come previsto dal D.lgs. 81/2008.

La nota del Ministero dell’istruzione n. 14 del 10 gennaio 2022, a firma del Capo Dipartimento Jacopo Greco, ha fornito indicazioni riguardo alle modalità di verifica dello stato vaccinale degli studenti della scuola secondaria di I e II grado.

Il decreto legge n. 1 del 7 gennaio 2022, infatti, prevede che in caso di doppia positività nelle classi della secondaria, “gli alunni che abbiano concluso il ciclo vaccinale primario e per i quali la vaccinazione o la guarigione dal Covid-19 sia avvenuta da meno di 120 giorni o sia stata somministrata loro la dose di richiamo” possano continuare a frequentare le attività didattiche “in presenza con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni”, adottando un regime di auto-sorveglianza.

La nota demanda, quindi, alle scuole la verifica dello stato vaccinale degli alunni, il cui accertamento consente di stabilire chi, in caso di doppia positività, rimarrà a casa in DDI e chi, invece, potrà continuare a frequentare le attività in presenza. Si pone, tuttavia, il problema di chi deve effettuare tali controlli. A tal proposito, la nota prevede che “il dirigente scolastico, o altro soggetto da lui delegato (personale docente o ATA), dovrà verificare i requisiti previsti dalla norma per la frequenza in presenza degli alunni della classe in questione. Tale verifica potrà essere effettuata, in modalità digitale o cartacea, prendendo visione del Green Pass e/o di altra idonea certificazione, in cui sia riportata la data dell’ultima somministrazione del vaccino o dell’avvenuta guarigione entro i 120 giorni indicati dalla norma citata”.

ANIEF è contraria a questa soluzione, che carica sul personale docente e Ata ulteriori responsabilità di natura penale, trattandosi della rilevazione di dati ultra sensibili su minori. Il controllo dello stato vaccinale deve, piuttosto, essere gestito attraverso piattaforma telematica, come già peraltro avviene per il personale scolastico. In attesa che il ministero attivi una modalità di verifica informatizzata, ANIEF invita il personale docente e Ata che non intende verificare il green pass degli studenti a rifiutare la delega proposta dal dirigente. Va ricordato, infatti, che l’art. 16 del d.lgs. n. 81/2008 prevede, per il datore di lavoro, la possibilità di delegare i propri obblighi (ad eccezione della valutazione dei rischi e relativo documento e la designazione del RSPP). Tuttavia perché la delega sia efficace, essa deve possedere alcune caratteristiche, tra cui l’accettazione per iscritto del delegato. Pertanto, come ha rilevato anche la Commissione sugli interpelli su quesito n. 7 del 2 novembre 2015, il solo fatto che la legge preveda l’accettazione delle delega per iscritto, implica giocoforza la possibilità che essa possa essere rifiutata dal lavoratore.

Anziché caricare sulle spalle dei dirigenti scolastici, dei docenti e del personale Ata nuovi compiti e responsabilità anche penali, per di più autorizzando di fatto soggetti potenzialmente positivi alla frequenza in presenza delle lezioni, ANIEF reitera la richiesta al Governo e al Ministero di sospendere le attività didattiche in presenza per alcune settimane attivando la DAD, per alleggerire la pressione su ospedali e sistema sanitario nonché per garantire il diritto alla salute di studenti e personale scolastico.

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