Controlli biometrici presidi, Bongiorno: voglio solo verificare come destinano il tempo

di redazione
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“Gli stipendi dei dipendenti pubblici sono pagati dalla collettività. Come ministro della Pubblica Amministrazione ho il dovere di garantire che se diamo dei soldi ai dipendenti pubblici ovviamente questi soldi vadano a buon fine”.

E’ quanto dichiarato da Giulia Bongiorno, durante la trasmissione Agorà, riportate anche sul sito Cgil. Nel talk show televisivo, il ministro della Pubblica Istruzione ha voluto spiegare le finalità del provvedimento con cui i dirigenti scolastici diventerebbero soggetti ai controlli biometrici in entrata e uscita dal servizio nelle scuole.

Il provvedimento aveva da subito innescato le polemiche con l’accusa di voler equiparare i presidi a una sorta di “furbetti del cartellino“.

Il problema nascerebbe proprio dall’orario di lavoro. La ministra Bongiorno ha infatti precisato, come già fatto in occasioni precedenti che: “I dirigenti, non so se lei lo sa, non hanno orario di lavoro. E va bene, nessuno glielo sta introducendo. Io scrivo in questa norma, vorrei soltanto che voi adeguaste la vostra prestazione alle esigenze dell’ufficio. Non vi dico che dovete andare di più in ufficio o di meno. Voglio, per un’esigenza di trasparenza, verificare, visto che state su più strutture, come destinate il vostro tempo”.

In un primo momento si era ipotizzato il controllo biometrico per il personale scolastico; poi è stato specificato che la misura sarebbe stata applicata solo ai dirigenti scolastici e al personale Ata.

“Io non ce l’ho né con i dipendenti, né con i dirigenti – ha precisato ancora la Bongiorno – so soltanto che la Pubblica Amministrazione non va bene e nella valutazione dei dirigenti vedo sempre delle eccellenze e dei 100. C’è qualcosa che non funziona. Per me, intanto se cominciamo a vedere dove destinano il loro tempo cominciamo a capire perché alcune cose non funzionano. Potrebbe essere importante per dare loro dei suggerimenti. Non sto mettendo un orario di lavoro. Voglio solo verificare come destinano il tempo. Mi piacerebbe anche che una valutazione anziché essere fatta così “fai da te”, fosse fatta da soggetti esterni. Non è punitivo”.

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