“Contro la dispersione scolastica non basteranno il PNRR o una cascata di miliardi, servono le comunità educanti”. L’affondo di Rossi Doria

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”Non ci sarà Pnrr o cascata di miliardi che possa curare questa piaga, se non attraverso un’alleanza sui territori: servono le comunità educanti”.

Lo dice, in un’intervista a ‘La Repubblica’ Marco Rossi-Doria, ex maestro di strada e già sottosegretario all’Istruzione nei governi Monti e Letta, oggi presidente dell’impresa sociale ‘Con i bambini’, che gestisce il Fondo nazionale di contrasto alle povertà educative, commentando i dati Svimez sulla dispersione scolastica riportati dal quotidiano.

Secondo i dati, lascia gli studi un ragazzo su sei: al Centro-nord il tasso di abbandoni è del 10,4%, nel Mezzogiorno del 16,6% e a Napoli arriva a sfiorare il 23%. Una disparità che riguarda tutti i servizi, dalle mense alle palestre al tempo pieno, Inoltre, sono 83mila i ragazzi che, alla chiusura degli scorsi scrutini, sono stati bocciati solo perché non hanno raggiunto la soglia minima delle presenze. Un numero che rischia almeno di raddoppiare, nel 2023.

”Funziona il patto rione per rione tra scuole, terzo settore, parrocchia, volontariato – aggiunge – Funziona decidere insieme come usare i fondi che esistono, coordinarsi tra docenti, educatori, assistenti sociali, trainer sportivi e farlo in modo stabile, con regie di quartiere. Evitare sprechi e doppioni nell’uso dei soldi. Valutare gli impatti”.

Sui fondi ”siamo in ritardo – sottolinea – E, inoltre, le modalità di erogazione dei fondi dati alle scuole mette in difficoltà i dirigenti scolastici nel fare valere l’alleanza territoriale con gli altri attori in campo”.

Il motivo? ”Perché una parte della burocrazia del ministero non ha recepito le proposte di chi opera, lì è il punto – aggiunge Rossi Doria – Però possiamo reagire”. Creiamo subito dieci regie di territorio e rafforziamo il coordinamento cittadino – afferma – So che Curia, Comune, Ufficio scolastico regionale sono d’accordo. La risposta a una crisi strutturale la si può dare dando forza all’alleanza del fare”.

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