Contro i diplomati magistrale manifestazioni di docenti che non sanno educare. Lettera

di redazione
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Inviato da Miriam Piattella – “Educare – ha sostenuto Maria Montessori – è aiutare la vita ad incamminarsi nelle ampie e sempre nuove strade dell’esperienza con spirito di gioia, di fratellanza, di desiderio di bene, di responsabilità.

Laddove , invece, o nella famiglia o nella scuola o nella società, il bambino sia messo in una condizione di conflitto, di competizione o sottoposto alla volontà di un adulto dominatore, o impoverito nei suoi immensi poteri, infine, impedito di esprimersi nella sua natura e nei suoi desideri, egli sarà costretto alla crudele necessità di nascondersi, di snaturare le proprie sensibilità. Questa condizione è per il bambino uno stato di guerra, di sacrificio e di sconfitta, perchè il suo istinto non è quello della lotta e dell’opposizione, ma della pace e di una libera e consapevole obbedienza.
Le  nuove generazioni  che  vengono a noi affidate  debbono essere educate alla pace e al rispetto  ,  (oltre che istruire le loro giovani menti, con nozioni di italiano, matematica, storia, scienze, geografia) ;  in tal modo saranno in  grado di superare facilmente le barriere sociali, politiche, etniche, culturali, linguistiche, religiose che lo separano dagli altri.

Maria Montessori è stata  una donna che ha saputo anticipare i tempi della storia e, specialmente oggigiorno, risulta un modernissimo modello da seguire per l’educazione dei ragazzi. Purtroppo questo suo ineccepibile modello educativo , diffuso in tutto il mondo  viene disatteso  e sbeffeggiato da categorie  che si definiscono docenti, che attuano ai danni di un’altra categoria di lavoratori , i diplomati magistrale, una guerra senza esclusione di colpi arrivando a manifestare per spingere  la politica ad applicare la sentenza Dell adunanza plenaria, affinché siano tagliati fuori da qualsiasi soluzione che contemperi la possibilità di far lavorare 55.000 maestre che sorreggono, anche da due decenni la scuola pubblica italiana. Si raggiunge con questa contro-manifestazione,  ai danni dei diplomati magistrali nello specifico, ma in generale ad una categoria di lavoratori, un livello molto basso, che deve  necessariamente portare ad una riflessione e di conseguenza  accorgersi, con rammarico  della diffusione di  diversi  fenomeni ed esempi negativi : un incapacità  empatica, uno spirito di non tolleranza e il  non rispetto dell altro,  comportamenti che un docente  dovrebbe necessariamente non possedere invece addirittura manifesta. Tutto ciò è molto grave!!! Far valere i propri diritti, non significa calpestare i diritti degli altri e  volerli a tutti i costi annientare. Questa è una dote che un  docente deve  sapere e deve  trasferire ai suoi discenti.Sempre!!!

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