Contro decreto di esclusione A018 da Prima Fascia. Lettera

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Inviata da Federico Sabatini – Mi trovo a scrivere questa lettera per mettere al corrente la redazione, e spero tutto il mondo della scuola che frequenta le vostre pagine web, riguardo a una situazione che mi riguarda in prima persona e che, sarà condivisibile, è davvero dura da accettare.

Innanzitutto tengo a precisare che faccio parte di quel piccolo esercito che in piena pandemia, tra stop e ripartenze, ha sostenuto il concorso straordinario per il ruolo 2020 bandito dal Miur. E, fortuna vuole, ma non solo quella, che abbia passato la prova per la mia classe di concorso, prova sostenuta ad Acquapendente nei rigori dell’entroterra laziale di metà febbraio per l’accorpamento della mia regione, la Toscana, ad altre regioni del centro, di cui capofila e referente è, tutt’ora, proprio il sopracitato Lazio.

La correzione delle prove deve essere stata davvero travagliata se si pensa che il risultato è arrivato soltanto il 19/07/2021 e dopo diversi rimpasti di commissione. A questo punto il sottoscritto e tutti i miei colleghi così caparbi, fortunati e tenaci da valicare l’ostacolo della tanto vituperata prova a domande aperte, attendevamo la pubblicazione della graduatoria per capire se e quando avremmo potuto agguantare il tanto agognato ruolo. Ma, ad oggi, tutto tace e non si hanno notizie sul dove, quando e anche chi possa pubblicare la nostra desiderata graduatoria.

Ma le traversie della A018 non finiscono, purtroppo, qui, anzi. Come tutti gli interessati dalle supplenze annuali sapranno, sono stati spalancati i cancelli da parte del Miur, dell’iscrizione in Prima Fascia nelle graduatorie provinciali per le supplenze. Questa opzione è esercitabile se si soddisfano 2 requisiti, e cito:

1) iscrizione nell’elenco non graduato di cui all’articolo 1, comma 9, lettera e), del D.L. legge 29 ottobre 2019 n. 126, convertito con modificazioni dalla L. 20 dicembre 2019, n. 159, previo superamento delle prove concorsuali ovvero, per effetto di quanto sopra richiamato, inserimento nelle graduatorie di merito della procedura straordinaria in oggetto, pubblicate nel corrente a.s. 2020/21;
2) titolarità, nell’anno scolastico 2020/21, di un contratto di docenza a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche presso una istituzione scolastica del sistema nazionale di istruzione, ferma restando la regolarità contributiva.

Proprio nella prima condizione sta, a mio avviso, tutto il contendere. La parola “ovvero” in italiano, come tutti i lettori sapranno, può avere due significati: “oppure” (il più diffuso) o “cioé”. Il nostro Ministero usa anche nella seconda condizione il termine “ovvero” con il chiaro intento disgiuntivo, così come in tanti altri documenti della burocrazia ufficiale del Miur in cui questa congiunzione appare davvero spesso.

Bene l’interpretazione in forma non disgiuntiva ha fatto sì che i nostri burocrati così affaccendati in questi lunghi e afosi giorni di agosto, richiedessero la graduatoria come condizione necessaria all’inserimento in prima fascia. Da qui tutta la mia classe di concorso, ricordo la A018, in Toscana si è vista escludere con decreto dalla tanto sperata conquista.
Viene anche da chiedersi, è colpa del candidato che la commissione abbia ritardato nella correzione e nella pubblicazione della graduatoria? E’ davvero necessario frustrare sforzi, impegno e sacrifici per ristabilire uno status quo che premia, in sostanza, coloro che il concorso non lo hanno superato oppure non lo hanno nemmeno sostenuto? Ma, soprattutto, è giusto che gli studenti che rientreranno in classe a settembre si trovino in cattedra coloro che a ben vedere in cattedra non dovrebbero essere e che, in caso di certo ricorso da parte dei frustrati, potrebbero dover lasciare dopo qualche mese la docenza?

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