Contributi scuole paritarie, AGeSC: ancora ritardi, istituti allo stremo

di redazione
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comunicato AGeSC – Ci risiamo! L’anno scorso lo sblocco dei fondi alle scuole paritarie – che i grillini volevano di recente ‘stornare’ per destinarli alle statali – avvenne alla fine di settembre. Di mezzo c’era il ricorso di Aninsei. Quest’anno le cose non vanno meglio.

A conclusione dell’anno scolastico il decreto del Ministero delle Finanze è alla Corte dei Conti per la disamina. Se tutto andrà bene per metà luglio verranno sbloccati i fondi da destinare agli uffici scolastici regionali.

Nell’ipotesi più ottimistica i soldi potrebbero arrivare a metà agosto, altrimenti si arriverà a settembre. Non ricevendo compensi fino a fine estate molti insegnanti saranno costretti a lasciare le paritarie.

E’ annunciato il ricorso di Aninsei, anche se quest’anno non verrà chiesta la sospensione della liquidazione. Ma le scuole paritarie sono già allo stremo. Sono più di 350 gli istituti chiusi in 5 anni. Ed altri mancheranno all’appello a settembre.

I 500 milioni da sbloccare rappresentano un’inezia: 500 euro/anno per ogni allievo, contro i 7.000 di costo annuo per lo Stato di un allievo alla statale. “Chiediamo che vengano chiusi tutti i diplomifici – afferma Roberto Gontero presidente AGeSC – ma al contempo vengano garantiti i diritti costituzionali dei ragazzi e quelli dei genitori, di scegliere liberamente la scuola per i figli.

I sistemi scolastici statale e paritario devono essere virtuosamente concorrenziali. In Italia vince il centralismo e le scuole paritarie agonizzano”.

Siamo in fondo alle classifiche europee quanto a libertà di scelta educativa.

“Siamo molto preoccupati – conclude Gontero – e per cambiare registro serve piena attuazione del dettato costituzionale e della Legge 62/2000. Se una risorsa educativa come la scuola paritaria dovesse chiudere, lo Stato si troverebbe sul groppone nuovi oneri per oltre 7 miliardi. Ne basterebbe uno per garantire il pluralismo educativo presente in Europa. Invece arriva perennemente in ritardo il modesto contributo di 500 euro per allievo e sempre più spesso in alcune regioni i fondi rimangono invischiati nei meandri di una burocrazia cieca e soffocante”.

A cura di Ufficio Stampa AGeSC
Roma, 27 giugno 2017

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