Contributi a scuole non statali, chiarimenti della FILINS

di redazione
ipsef

red – A seguito di un articolo pubblicato dalla nostra redazione, la FILINS, a voce del presidente Giovanni Piccardo, ha tenuto a precisare alcuni concetti inviandoci una lettera aperta dalla quale estrapoliamo i passaggi più significativi.

red – A seguito di un articolo pubblicato dalla nostra redazione, la FILINS, a voce del presidente Giovanni Piccardo, ha tenuto a precisare alcuni concetti inviandoci una lettera aperta dalla quale estrapoliamo i passaggi più significativi.

Innanzitutto, la FILINS tiene a precisare che "quando si parla di fondi per le scuole non statali non viene quasi mai specificato che detti fondi sono esclusivamente destinati ad una certa percentuale di scuole paritarie dell’infanzia e alle scuole primarie convenzionate (quindi non a tutte)."

"Per correttezza d’informazione – continua la lettera – bisognerebbe aggiungere che tutte le altre scuole paritarie (ed in particolare le medie e le superiori) non sono beneficiarie di alcun contributo statale, essendo finanziate dalle stesse famiglie che le scelgono per i loro figli."

Inoltre, il pesidente Piccardo, auspica che "gli artt. 3, 33 e 34 della Costituzione siano finalmente attuati nel loro profondo significato e che almeno la scuola dell’obbligo (fino al 16^ anno d’età) fosse realmente gratuita per tutti gli studenti, in modo da consentire alle loro famiglie la libertà di scegliere la scuola (statale o paritaria) senza discriminazioni fra ricchi e poveri."

Una augurio auspicabile, dal momento che, conclude Piccardo, "gli alunni frequentanti le scuole paritarie (circa un milione) fanno risparmiare allo Stato Italiano ogni anno circa dieci miliardi di Euro, a fronte di un contributo complessivo che non supera un ventesimo di tale somma."

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