Contributi famiglie alle scuole, condotte improprie corrette. Nessun controllo del MIUR su scuole private

di redazione
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red – Ieri, in Senato si è svolta una interrogazione parlamentare presentata dall’On Serra del M5S circa i contributi chiesti dalle scuolle famiglie.

red – Ieri, in Senato si è svolta una interrogazione parlamentare presentata dall’On Serra del M5S circa i contributi chiesti dalle scuolle famiglie.

Contributi che, secondo uno studio effettuato dalla FLCGIL, si aggirano intorno ai 335milioni di euro, com picchi soprattutto alle superiori.

Ieri, il sottosegretario Galletti ha risposto ad una interrogazione ribadendo che la natura volontaria dei contributi scolastici non è in discussione e ciò è stato chiarito con le circolari a firma del Capo Dipartimento per l’istruzione del 20 marzo 2012 e del 7 marzo 2013.

Ha riferito, inoltre, sugli adempimenti posti in essere dal Ministero per assicurare che la natura volontaria dei contributi sia ben presente alle famiglie e per evitare condotte non coerenti con questo principio.

 In proposito, segnala che è stato predisposto un sistema di monitoraggio, affidato agli Uffici scolastici regionali, sui comportamenti adottati dalle singole scuole. Con le circolari citate sono stati invitati i direttori dei predetti uffici a verificare le prassi adottate dalle istituzioni scolastiche, raccogliendo eventuali segnalazioni e adottando anche provvedimenti disciplinari a carico dei dirigenti scolastici, nel caso in cui venissero riscontrati abusi e violazioni.

Secondo il sottosegretario tale sistema sembra funzionare correttamente, in quanto risultano numerosi casi in cui a seguito dell’intervento degli uffici del Ministero, le condotte improprie, denunciate dalle famiglie, sono state rapidamente corrette.

Comunica altresì che gli uffici centrali del Ministero, attraverso i dati forniti dagli uffici scolastici regionali, curano l’aggiornamento del quadro generale degli esposti presentati e del loro esito, onde monitorare la situazione sull’intero territorio nazionale.

Nel precisare che detti controlli valgono per le scuole statali, afferma che per quanto riguarda le scuole dell’infanzia dipendenti dai comuni, trattandosi di scuole paritarie appartenenti ad enti locali, il Ministero non ha poteri di intervento sulla gestione, pur sostenendole con contributi economici e pur vigilando sul possesso dei requisiti stabiliti dalla legge per il mantenimento della parità. Spetta dunque agli enti locali assumere le opportune iniziative per evitare le richieste alle famiglie di contributi non dovuti.

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