Contratto, Turi (Uil): centrali la comunità educante, la gestione partecipata della scuola, l’insegnamento

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Obiettivi ambiziosi che hanno bisogno di essere finanziati – questo il commento del segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi al termine dell’incontro di questa mattia con il ministro Bianchi sul contratto scuola.

Punto di avvio della fase negoziale sarà l’atto di indirizzo all’Aran e su questo – ha precisato Turi – la piattaforma unitaria sottoscritta dai sindacati scuola prima della pandemia può essere una utile base da cui partire.

Nodo risorse e struttura normativa del contratto sono gli aspetti su cui mettere il massimo dell’attenzione.
E’ importante che siano stanziate risorse adeguate così come è fondamentale che il contratto sia messo al riparo da incursioni legislative.

L’esperienza di questi anni – ha detto Turi – ha mostrato quanto la flessibilità del contratto possa rispondere in modo dinamico ai cambiamenti, quanto al contrario la rigidità della legge abbia imposto vincoli e gabbie che hanno penalizzato scuole e personale e che vanno assolutamente superati.

Nel merito siamo convinti che si debba rafforzare l’unità della comunità educante, già delineata nello scorso contratto – fondamentale anche in relazione al rinnovo del contratto dei dirigenti per i quali va definito il profilo professionale, aggiunge il segretario Uil Scuola – e puntare sulla centralità dell’insegnamento e della didattica.

L’idea di mettere in relazione le risorse del PNRR e il nuovo contratto è da considerare in modo positivo – ha osservato Turi – ma bisogna decidere in base alle norme esistenti evitando inopportune fughe in avanti.

Nel rapido confronto di oggi, senza un testo da cui partire, abbiamo riaffermato le ragioni della scuola costituzionale di questo paese punto da cui partire per ogni elemento di riforma che deve rispondere ad una domanda: come si garantisce la libertà di insegnamento?

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