Contratto: in Trentino la Provincia chiede ad insegnanti disponibilità a modifiche, anche giornaliere, dell’orario di servizio

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Segreteria Regionale UIL Scuola – Seconda puntata del confronto sul Contratto Provinciale per il personale docente della Scuola provinciale a carattere statale.

Oggi, dopo oltre un anno di attesa, l’Amministrazione ha presentato la propria proposta sul Rapporto di lavoro, ivi compresa l’organizzazione e la programmazione dell’orario di lavoro. Una proposta che, ahimè, riprende integralmente quanto UIL SCUOLA NON ha firmato nell’estate del 2014, riuscendo persino a peggiorare il testo vigente.

Nella bozza: si mantiene la totale osmosi tra ore nazionali e ore provinciali; viene incrementato il numero delle attività dovute per loro natura non quantificabili (e quindi rese a titolo gratuito ovvero non compensate), così come vengono aumentate le ore di formazione e di aggiornamento.

Non basta. La bozza presentata, nel contempo, punta a depotenziare, a limitare le competenze didattiche del Collegio dei Docenti. Un organo che si vuol ridurre a assemblea meramente tecnica che attua le direttive della politica provinciale.

A chi non vive da vicino il mondo della Scuola e quanto sia cambiato l’orario complessivo, il peso di lavoro posto a carico di ogni docente, è utile ricordare che i docenti hanno:

+ Orario settimanale di lezione disciplinare / frontale con i ragazzi
+ Fino a 80 ore settimanali di attività funzionali all’insegnamento (tre ore settimanali ca)
+ 40 ore di potenziamento formativo (più di un’ora settimanale)
+ 70 ore di recupero (altre 2 ore settimanali) per i docenti della Scuola superiore
+ Preparazione alle lezioni + Correzione quaderni / elaborati / prove e temi
+ Colloqui individuali con le famiglie + Scrutini;
elaborazione dei documenti di valutazione; impegni negli esami, anche nel periodo estivo.

E si chiede, da parte della PAT, che tutto questo cumulo di impegni e di ore venga chiesto ai docenti senza una congrua programmazione, talvolta neanche minimamente attenta: insegnanti che debbono essere sempre disponibili a modifiche, a volte giornaliere, del proprio orario di lavoro. Da lavoratori a sudditi!

La bozza di questa mattina non risulta affatto soddisfacente: una proposta lontana, lontanissima da quanto avanzato dalla UIL Scuola assieme alla CISL Scuola nel giugno dello scorso anno. Nel corso del lunghissimo incontro, di fatto durato sino a poco fa, le Organizzazioni Sindacali hanno avanzato proposte e ragionamenti.

UIL Scuola ha posto alcuni punti irrinunciabili: riconoscere il ruolo fondamentale del Collegio dei Docenti nella programmazione didattica; ripristinare la separazione tra le norme nazionali e quelle provinciali nelle attività funzionali all’insegnamento e in quelle di potenziamento formativo; negoziare l’organizzazione del lavoro, ivi compreso l’orario, sia a vantaggio della parte pubblica sia in tutela dei docenti.

Assumendoci il nostro ruolo e la responsabilità che ci compete, nelle prossime ore, in vista dell’incontro già calendarizzato di lunedì prossimo, cercheremo di presentare emendamenti e correttivi a quanto oggi avanzato dall’APRaN. Vogliamo sperare che il pessimismo della ragione possa essere affiancato e supportato dall’ottimismo della volontà. Di chiudere un accordo contrattuale che il personale aspetta da un decennio.

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