Contratto. SNALS: non abbiamo firmato per gli arretrati miseri e gli 80 euro “a tempo”

di redazione
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Lo SNALS ha pubblicato una lettura ragionata dell’Intesa di Palazzo Vidoni del 30.11.2016 e del CCNL Scuola 2018: il sindacato spiega i motivi per cui non ha firmato il nuovo contratto.

In particolare per la parte economica il sindacato spiega: “Nell’Intesa le parti riconoscono la scarsità delle risorse e “il Governo, confermando la vigenza contrattuale nel triennio 2016-2018 … garantisce che, con le leggi di bilancio, saranno stanziate ulteriori risorse finanziarie che consentano di definire incrementi contrattuali in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati e comunque non inferiori a 85 euro mensili medi.”

Inoltre, “si è dovuto corrispondere un cosiddetto “elemento perequativo” (art. 37) a tutto il personale ATA e ai docenti appartenenti ai primi tre gradoni (quindi fino al gradone 15-20). per avvicinarsi o raggiungere gli 85 euro mensili, ma gli euro sono ridotti a 80.

L’aumento, scrive nella nota, “sarebbe “a tempo”, perché non è computato agli effetti dell’indennità di buonuscita e del trattamento di fine rapporto e che dura solo 10 mesi, da marzo a dicembre 2018. Con il 1 gennaio 2019 gli 85 euro ridiventano un miraggio.”

Lo SNALS “chiedeva il riconoscimento ai dipendenti in servizio e a quelli collocati in quiescenza nel 2013 dello scatto stipendiale maturato nel medesimo anno e congelato dal Governo. Chiedeva, altresì, il ripristino della fascia stipendiale da 3 a 8 anni di anzianità, soppresso con il CCNL 4 agosto 2011, che pure aveva sottoscritto. Ma quel contratto (art. 1 co 2. Le disposizioni del presente CCNL rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo CCNL) lasciava una porta aperta al successivo contratto.”

Sugli arretrati scrive:”La cifra per ognuno copre 26 mesi – da gennaio 2016 a marzo 2018- e va dai 200 ai 500 euro netti. Nulla da dire su cifre – da 7 a 20 euro al mese – che sono meno di un’elemosina! Un’offesa alla dignità!”

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