Aumenti e arretrati contratto scuola, via libera definitivo del governo all’intesa economica. Tutte le cifre

WhatsApp
Telegram

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2019-2021, sottoscritta l’11 novembre 2022 dall’ARAN, dalle organizzazioni e dalle confederazioni sindacali rappresentative. 

“Ci eravamo impegnati per un iter celere, in maniera da fare arrivare gli aumenti in busta paga entro Natale, e stiamo rispettando i tempi. Istruzione e ricerca sono due settori fondamentali per la crescita del nostro Paese. In questo momento difficile, dobbiamo mettere i lavoratori nelle condizioni di dare il meglio, anche attraverso una retribuzione che tenga conto del loro ruolo” ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

Il disco verde del Consiglio dei ministri giunge dopo il parere positivo del ministero dell’Economia e delle finanze. L’ipotesi di accordo era stata sottoscritta l’11 novembre presso la sede dell’Aran. Il nuovo contratto prevede un incremento del trattamento tabellare e delle indennità. L’incremento medio lordo mensile, per 13 mensilità e per tutto il comparto, sarà di 98 euro. Per i docenti gli incrementi lordi saranno di 101 euro mensili, pari al 4,2%. Nel mese di dicembre sarà peraltro corrisposta una somma una tantum, a titolo di arretrato per il periodo 2019-2021, per i docenti pari a 2540 euro medi lordi.

Gli aspetti non affrontati nel nuovo contratto, ovvero il trattamento giuridico e altre questioni connesse al trattamento economico accessorio del personale, verranno trattate in una successiva sequenza negoziale.

Interessati oltre 1 milione di lavoratori: cosa prevede l’accordo

Interessati un milione e 200 mila dipendenti pubblici del comparto Istruzione e Ricerca, di cui oltre 850mila insegnanti.

  • un’anticipazione relativa alla parte economica
  • una disponibilità di 100 milioni di euro per il 2022 da destinare alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022, nella misura di 85,8 milioni per i docenti e 14,2 milioni per il personale Ata.
  • inoltre sono destinati a decorrere dall’anno 2022 89,4 milioni di euro per gli incrementi del personale docente e 14,2 milioni di incrementi per il personale Ata.
  • l’impegno a reperire ulteriori risorse finanziarie, anche nell’ambito della manovra di bilancio 2023, da destinare alla retribuzione tabellare del personale scolastico.

Il testo dell’accordo politico

Il testo dell’accordo economico: chi percepirà arretrati ed aumenti

Il contratto si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendente dalle amministrazioni del comparto indicate all’art. 5 del CCNQ sulla definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale del 3 agosto 2021.

Con la locuzione “istituzioni scolastiche ed educative” vengono indicate: le scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie, le istituzioni educative, nonché ogni altro tipo di scuola statale.

Quindi aumenti e arretrati spettano a tutto il personale in servizio nel periodo considerato, sia con contratto a tempo indeterminato che determinato.

Il testo dell’accordo economico

Leggi anche

Contratto, aumenti stipendio e arretrati: indicazioni per precari, pensionati, chi fa altro lavoro. Da dicembre sul conto, ecco come [LO SPECIALE]

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur