Rinnovo contratto scuola, nuovo round all’Aran il 28 giugno. Le ultime

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Sarà il 28 giugno il nuovo incontro all’Aran con i sindacali per il rinnovo del contratto scuola. Dopo i primi due incontri, le organizzazioni sindacali si aspettano di entrare nel vivo della trattativa.

Chiudere presto il contratto aumentando le risorse: è la richiesta arrivata dai sindacati nel corso della seconda seduta di trattativa all’Aran per il rinnovo del contratto Istruzione 2019-21.

La Flc Cgil sollecita un’accelerazione nelle sedute di trattativa «anche per giungere in tempi brevi alla drittura di arrivo, ben consapevoli in ogni caso che, dovendosi per la Flc Cgil sottoporre qualsiasi accordo all’approvazione dei lavoratori, non si potrà che concludere a scuole e posti di lavoro in piena attività.

Anche Anief ha sostenuto con forza la proposta di chiudere subito un contratto “ponte” per il periodo 2019-2021, così da fare avere arretrati e rinnovare le tabelle economiche.

“L’aumento dell’inflazione oltre il 7% – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – impone al Governo un impegno preciso a trovare risorse adeguate nella prossima Legge di Bilancio e a tutti noi di pretendere un contratto ‘ponte’ che dia i 3.000 euro e i 107 euro di aumenti lordi subito, per poi rimandare nel merito al nuovo tavolo per il rinnovo del Ccnl 2022/2024 tutte le questioni poste da parte sindacale e datoriale, con l’impegno di reperire nuove risorse legate all’inflazione registrata”.

Anche la Uil Scuola chiede aumenti contrattuali: il sindacato ha proposto di anticipare il percorso negoziale relativo alla parte economica con l’obiettivo di dare ai lavoratori, nel più breve tempo possibile, gli aumenti previsti dal Governo, con le risorse annunciate a più riprese. La difficile congiuntura economica, il livello di inflazione arrivato al 7%, i segnali che giungono dall’Europa per politiche di difesa delle retribuzioni sono fattori che spingono verso una trattativa veloce che porti preliminarmente a risultati economici.

Cosa potrebbe cambiare per i docenti

Per quanto riguarda il comparto docenti, tra le proposte governative c’è quella di contrattualizzare la didattica a distanza, evidenziando la necessità di normare il tempo di lavoro, oltre che la sicurezza o il diritto alla disconnessione.

L’atto di indirizzo prevede novità per i coordinatori di classe, dipartimento o tutor dei neoassunti. Si pensa di valorizzare tali figure senza che ciò, però, causi aumento di ulteriori oneri per lo Stato.

Altro capitolo di grande importanza è la formazione obbligatoria: gli insegnanti si dovranno formare costantemente e le competenze dovranno essere “premiate”. L’ipotesi di atto di indirizzo chiede una vera e propria rivoluzione copernicata, con obblighi ma anche concessioni: come ad esempio la formazione durante le ore di servizio e la remunerazione delle competenze acquisite. Su questo punto occhi puntati anche alla riforma del reclutamento, il decreto 36 attualmente in discussione al senato.

Cosa potrebbe cambiare per il personale ATA e Dsga

Per quanto riguarda il personale ATA, invece, l’atto di indirizzo prevede la contrattualizzazione del lavoro agile che potrà essere alternato a quello in presenza. Nel contratto dovranno essere definite le modalità in cui ciò potrà avvenire, disciplinando, in particolare, i diritti e e relazioni sindacali, a formazione specifica, la predisposizione e utilizzo dei dispositivi, la salute e sicurezza, del tempo di lavoro e di reperibilità, il diritto alla disconnessione, dei rientri.

Un capitolo a parte sarà la riformulazione degli ordinamenti e la revisione stipendiale, per quanto concerne i compiti del personale Ata e la valorizzazione dei Dsga. A tal fine saranno stanziate risorse aggiuntive, non superiori allo 0,55% del monte salari 2018.

Si parte da 50 euri netti di aumento

La trattativa con i sindacati all’Aran per il rinnovo del contratto è iniziata ma ancora non si è trattata la parte economica della questione. Su questo punto, la base di partenza sono l’atto di indirizzo e le risorse stanziate delle ultime leggi di bilancio.

L’obiettivo prefissato dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è di un aumento di 100 euro per ogni docente anche se la cifra reale di partenza è ferma intorno ai 90 euro.

Andando nello specifico, secondo gli ultimi dati, con le risorse a disposizione che ammontano a circa 2 miliardi, si punta a riconoscere al corpo docente, un incremento del 3,8%, cioè circa 90 euro lordi, dunque 50-55 euro netti in busta paga.

Con le risorse per gli arretrati ancora da quantificare, verrebbe ricompreso nell’aumento il cosiddetto elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente CCNL 2016-2018. In quel caso erano stati garantiti ai docenti aumenti retributivi medi di 96 euro lordi al mese (da 80,40 euro minimi a 110 massimi, in base ad anzianità e grado di scuola).

SCARICA ATTO DI INDIRIZZO DEFINITIVO [PDF]

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