Contratto scuola, non solo aumenti di stipendio: si lavora alla parte normativa, bloccata dal 2006. Cosa potrebbe cambiare

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La trattativa all’Aran per il rinnovo del contratto scuola è già partita: i primi due round non hanno portato nulla di nuovo e la sensazione è che per la chiusura se ne parli dopo l’estate. Se la questione economica è piuttosto in evidenza in queste fasi, bisogna ricordare che le organizzazioni sindacali puntano ad intervenire anche sulla parte normativa del nuovo CCNL.

Infatti, come hanno evidenziato i sindacati, se da un lato si cerca di spingere per trovare la quadra per un rinnovo contrattuale che possa incrementare gli stipendi dei lavoratori, dall’altro lato c’è una questione di natura normativa da portare avanti: va data continuità alla trattativa relativa alla parte normativaevidenzia la Uil Scuola, che – è stato ricordato – è rimasta sostanzialmente immodificata dal 2006 (CCNL 2006/2008).

Ricordiamo che si sta lavorando al tavolo della negoziazione a partire dall’atto di indirizzo emanato da poche settimane dal Ministro della Pubblica Amministrazione. Sul testo dell’atto di indirizzo ci sono diverse questioni poste slegate dalla trattativa economica ma di grande interesse per i lavoratori della scuola.

Si tratta di questioni che i sindacati dovranno trattare all’Aran e che potrebbero, nella loro ottica, essere migliorate.

Cosa potrebbe cambiare per i docenti

Per quanto riguarda il comparto docenti, tra le proposte governative c’è quella di contrattualizzare la didattica a distanza, evidenziando la necessità di normare il tempo di lavoro, oltre che la sicurezza o il diritto alla disconnessione.

L’atto di indirizzo prevede novità per i coordinatori di classe, dipartimento o tutor dei neoassunti. Si pensa di valorizzare tali figure senza che ciò, però, causi aumento di ulteriori oneri per lo Stato.

Altro capitolo di grande importanza è la formazione obbligatoria: gli insegnanti si dovranno formare costantemente e le competenze dovranno essere “premiate”. L’ipotesi di atto di indirizzo chiede una vera e propria rivoluzione copernicata, con obblighi ma anche concessioni: come ad esempio la formazione durante le ore di servizio e la remunerazione delle competenze acquisite. Su questo punto occhi puntati anche alla riforma del reclutamento, il decreto 36 attualmente in discussione al senato.

Cosa potrebbe cambiare per il personale ATA e Dsga

Per quanto riguarda il personale ATA, invece, l’atto di indirizzo prevede la contrattualizzazione del lavoro agile che potrà essere alternato a quello in presenza. Nel contratto dovranno essere definite le modalità in cui ciò potrà avvenire, disciplinando, in particolare, i diritti e e relazioni sindacali, a formazione specifica, la predisposizione e utilizzo dei dispositivi, la salute e sicurezza, del tempo di lavoro e di reperibilità, il diritto alla disconnessione, dei rientri.

Un capitolo a parte sarà la riformulazione degli ordinamenti e la revisione stipendiale, per quanto concerne i compiti del personale Ata e la valorizzazione dei Dsga. A tal fine saranno stanziate risorse aggiuntive, non superiori allo 0,55% del monte salari 2018.

SCARICA ATTO DI INDIRIZZO DEFINITIVO [PDF]

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