Contratto scuola, Fedeli deciderà su bonus merito e sanzioni disciplinari. Settimana decisiva

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La trattativa sul contratto o si sblocca questa settimana o si rischira che vada a finire direttamente dopo il 4 marzo. Mentre gli altri comparti stanno via via trovando degli accordi, sulla scuola c’è ancora lo stallo.

I punti chiave su cui la trattativa si è arenata sono il bonus merito e le sanzioni disciplinari, scrive il Messaggero.

In realtà i punti di contrasto sono tanti, come spiegato dalla Gilda degli Insegnanti. Rinnovo contratto, Gilda: su aumento ore di lavoro non arretreremo neppure se risorse stipendio aumentassero

Saltato il calendario iniziale, che prevedeva la firma già per metà gennaio, più si va avanti e più aumenta il rischio che il contratto vada a dopo il 4 marzo.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Le richieste dei sindacati: utilizzare il fondo per il bonus merito, attribuibile secondo la legge 107/2015 dal Dirigente Scolastico sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato di valutazione come salario accessorio, e non applicare la normativa sulle sanzioni disciplinari, che attribuirebbero maggiori poteri ai Dirigenti Scolastici nei confronti dei docenti.

Questa la spiegazione che oggi ne dà Italia Oggi: “I fondi del merito hanno una destinazione d’uso vincolata espressamente prevista dalla legge 107/2015. Che non ne prevede la contrattualizzazione, sebbene qualifichi i relativi emolumenti alla stregua di compenso accessorio. Pertanto, è da escludere che, in assenza di un provvedimento legislativo, le relative somme possano essere spostate sullo stipendio tabellare. Resta il fatto, però, che il bonus del merito è qualificato come compenso accessorio. E in tale veste, con uno sforzo interpretativo, potrebbe essere utilizzato per incrementare i fondi della retribuzione professionale docente: una voce stipendiale, diversa dallo stipendio tabellare, che rientra nel genus del compenso accessorio”

Il nuovo atto di indirizzo prevedeva la contrattazione a livello nazionale dei criteri ai quali i Dirigenti scolastici dovrebbero attenersi, limitando così la discrezionalità, ma neanche questa apertura viene ritenuta sufficiente dai sindacati.

DECIDERA’ LA FEDELI

Per questo motivo la decisione passa al livello politico. “E’ la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli – scrive Alessandra Ricciardi oggi sul Messaggero – e indirettamente lo stesso premier Paolo Gentiloni a cui i sindacati si sono appellati perché si possa procedere alla chiusura del tavolo e alla firma del contratto, che dovrà dire fin dove si può spingere in via interpretativa l’Aran. Sul bonus merito ma anche sulle sanzioni disciplinari.”

Sulle sanzioni disciplinari però ancora ieri il Ministro è intervenuto Fedeli, licenziare docenti che instaurano inopportuni rapporti amicali con studenti

Dunque una partita ancora aperta, ma con tempi molto stretti.

Sparito – come avevamo già indicato la scorsa settimana – la possibilità di poter includere nello stipendio anche il bonus 500 euro annualmente erogato ai docenti di ruolo delle scuole statali per l’autoformazione e l’aggiornamento professionale.

I sindacati firmeranno? Ne abbiamo parlato in Rinnovo contratto: verso un peggioramento delle condizioni di lavoro in cambio di 40 euro al mese? Prime minacce di non firmare

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