Contratto scuola, aumenti stipendio e arretrati: spettano anche a chi è andato in pensione? Le info utili

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Via libera all’accordo sulla parte economica del contratto scuola 2019-21. Una delle domande più ricorrenti che sono giunte alla nostra redazione riguarda gli arretrati e il personale scolastico andato in pensione. Spettano anche ai docenti e gli Ata che hanno cessato il servizio nel periodo indicato dal contratto?

CASO CONCRETO

Ho chiesto parecchie volte quali siano le novità rispetto agli arretrati per insegnanti andati in pensione a settembre 2019.

Come abbiamo ribadito più volte, anche grazie alla nostra esperta di fiscalità, Patrizia Del Pidio, per tutti i dipendenti statali in servizio nel triennio 2019/2021 ci saranno non solo gli aumenti degli stipendi dovuti, ma anche il diritto agli arretrati non ricevuti a suo tempo. Per tutto il periodo di vacanza contrattuale. Tra i beneficiari del rinnovo, ovviamente, rientrano anche coloro che nel frattempo sono andati in pensione, ma che negli anni in questione hanno prestato servizio.

Come previsto dall’articolo 48 dell’accordo che hanno raggiunto Aran e sindacati prevede che “i benefici economici risultanti dalla applicazione dell’art. 47 (Incrementi degli stipendi tabellari) sono computati ai fini previdenziali, secondo gli ordinamenti vigenti, tenendo conto delle decorrenze e degli importi previsti dalle Tabelle A e C, nei confronti del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente contratto. Agli effetti dell’indennità di buonuscita o di 61 anzianità, del trattamento di fine rapporto, dell’indennità sostitutiva del preavviso, nonché dell’indennità in caso di decesso di cui all’art. 2122 c.c., si considerano solo gli aumenti maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro”.

Ovviamente, in questo caso il diritto è relativo solo al periodo effettivamente lavorato in vacanza contrattuale.

Nel suo caso se il contratto è rinnovato dal 1 gennaio 2019, il diritto agli arretrati è per il periodo che va da gennaio ad agosto dello stesso anno, visto che, poi, dal 1 settembre ha avuto accesso alla pensione. E gli effetti degli aumenti spettanti avranno effetto anche sulla pensione (visto che lo stipendio in più genera anche dei contributi maturati in più che daranno diritto ad un ricalcolo della pensione ed anche in questo caso al diritto agli arretrati dal momento della liquidazione della stessa della differenza del trattamento) e sul TFR.

CASO CONCRETO

Sono un ex CS andato in pensione il 31/08/2021 sia per età, è 43 anni è 10 mesi di contributi. Il relativo contratto ché dovrebbero fare insieme agli arretrati. Né usufruisco anch’io di tutto ciò? Grazie

In questo caso non avrà solo diritto agli arretrati spettanti sugli stipendi ricevuti. Su questi arretrati, infatti, sono dovuti anche dei contributi che comporteranno un ricalcolo della pensione che le è stata liquidata. Non si parla di una differenza di somma alta chissà quanto, ma in ogni caso avendone diritto le sarà riconosciuta anche questa.

Aumenti e arretrati, le info utili

Il rinnovo riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici del comparto Istruzione e Ricerca, di cui oltre 850mila insegnanti.

Attualmente gli stipendi dei docenti e del personale ATA sono determinati in base al CCNL Istruzione e Ricerca 2016-2018 del 19 aprile 2018.

In base al grado scolastico e all’anzianità di servizio cambierà l’importo spettante. Chi ad esempio ha una fascia di anzianità fino a 8 anni riceverà di meno rispetto a chi ha circa 20 anni di servizio. Differenza sostanziale anche per il grado scolastico.

Le fasce di anzianità sono sei: 0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34 e da 35, mentre i gradi scolastici sono quattro: infanzia e primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado (personale diplomato), secondaria di secondo grado (personale laureato).

È importante sottolineare che tutto avverrà in modo automatico, senza bisogno di presentare alcuna domanda o rivolgersi a strutture intermedie. Il personale scolastico si vedrà corrisposto gli aumenti e gli arretrati, relativi al contratto 2019-21, a partire dal mese di dicembre tramite emissione speciale della Ragioneria dello Stato.

A quanto ammontano gli arretrati? A questa domanda, al momento, è difficile rispondere, molto dipende da quanto percepisce ogni singolo lavoratore in busta paga. Gli arretrati dovrebbero essere all’incirca 2500 euro netti. Per un’analisi più approfondita occorre aspettare ancora qualche giorno.

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