Contratto personale tecnico-amministrativo Università, via libera al rinnovo con lo sblocco dei 50 milioni di euro

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Via libera al rinnovo del contratto per il personale dell’Università e della Ricerca per il triennio 2019-2021. Con un emendamento al cosiddetto decreto legge PA bis, si sbloccano 50 milioni di euro di risorse aggiuntive per la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo delle università statali. Lo fa sapere il MUR con una nota.

Una misura che era stata annunciata dallo stesso Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nel corso dell’ultimo incontro con le organizzazioni sindacali, a fine aprile, e che ora permette di rinnovare il contratto nazionale di lavoro del comparto istruzione e università.

La norma interviene sul comma 297 – lettera b – della Legge di Bilancio 2022, modificando la quota di riparto dei 50 milioni di euro destinati al personale tecnico-amministrativo delle università statali. Si tratta di risorse già disponibili, già assegnate alle università nel 2022, ma inutilizzabili in mancanza della contrattazione integrativa.

Con il provvedimento approvato il 15 giugno dal Consiglio dei Ministri, una quota di queste risorse potrà essere destinata al trattamento economico fondamentale del contratto del personale.

Le singole università potranno provvedere all’assegnazione del 50% dello stanziamento al personale che parteciperà a progetti degli atenei e destinati a innalzare gli obiettivi nell’ambito della didattica, della ricerca e della terza missione (il trasferimento a tutta la società delle attività di trasferimento scientifico, tecnologico e culturale e di trasformazione produttiva delle conoscenze). Il restante 50% potrà essere assegnato al personale stesso ad integrazione del trattamento fondamentale secondo quanto previsto dal contratto collettivo nazionale.

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