Nuovo contratto non piace ai docenti. Non accompagnare alunni alle visite di istruzione o non adottare nuovi libri di testo sono forme utili di protesta?

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Così come i professori universitari, qualche mese fa, hanno bloccato gli esami affinché il Governo ascoltasse le loro proteste, così potrebbero fare gli insegnanti italiani se ritengono che il contratto – al momento sono in corso le trattative per il rinnovo, sia della parte economica che normativa – non sarà adeguato alla valorizzazione della professionalità.

La proposta parte da Libero Tassella, insegnante, del gruppo Professione Insegnante.

“Che fare per protestare significativamente contro il vergognoso contratto che ci vogliono rifilare, tra multe del DS e aumenti inconsistenti?

Dimissioni da tutti gli incarichi aggiuntivi. Dimissioni da tutti gli incarichi. Dimissioni dagli organi collegiali elettivi, consiglio di istituto, giunta esecutiva e comitato di valutazione. Indisponibilità a qualsiasi attività che non sia quella d’aula.

Non partecipazione a corsi di formazione. Non adozione dei nuovi libri di testo. Dimissioni da incarichi di tutor per l’alternanza scuola-lavoro e per i neo immessi in ruolo. Non disponibilità ad accompagnare alunni viaggi e alle visite d’istruzione. Disdetta sindacale. Astensione del voto alle elezioni RSU ad aprile p.v.

Questo si può fare, colleghi, avete in mano dei formidabili strumenti per manifestare la vostra protesta verso Miur e OOSS, utilizzateli, lo hanno fatto i professori universitari tempo fa bloccando gli esami senza alcuna remora.”

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