Contratto mobilità, Pacifico (Anief) spiega perché non si doveva firmare

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Anief ritiene fallimentare il nuovo contratto integrativo sulla mobilità del personale sottoscritto oggi soltanto da un solo sindacato di categoria: “Rimaniamo convinti che questo contratto non si doveva firmare. Bisognava prima “eliminare ogni vincolo anche nell’assegnazione provvisoria e poi” anche “eliminare la percentuale restrittiva delle quote dei trasferimenti”, ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un’intervista ad Orizzonte Scuola.

Secondo il sindacalista autonomo l’accordo raggiunto e rifiutato da quasi tutti i sindacati non risponde al principio della tutela del “diritto alla famiglia”, perché non c’è alcun “superamento dei vincoli. Il vincolo di per sé non ha senso perché non è legato alla continuità didattica, come molti sostengono. E il concetto di continuità didattica – prosegue Pacifico – dovrebbe essere legato allora all’alunno che non potrebbe essere mai bocciato. Dai dati dei trasferimenti dell’anno scorso è inoltre emerso che non c’è stato un grande trasferimento dal nord al sud. E poi gli organici: la metà di fatto sono su posti liberi in organico di diritto ma non vengono dati per le immissioni in ruolo. E ancora purtroppo continuano a esserci diversificazioni in base all’anno di assunzione”.

Le domande per i trasferimenti dovrebbero essere avviate a metà febbraio. Il leader dell’Anief ritiene che sia “un momento infelice perché si presentano anche le domande per la presentazione delle liste Rsu, dal 1° febbraio. Siamo in un momento in cui è persino difficile entrare a scuola a causa della pandemia”. Comunque, quello che è più grave è che per il prossimo “triennio rimarranno i vincoli” per i nuovi assunti e non solo, come ad esempio per chi ottiene la mobilità su codice meccanografico della scuola. Come pure “per l’assegnazione provvisoria, in quanto annuale, parlare di vincolo triennale è un controsenso, una illogicità manifesta”.

Il presidente del giovane sindacato ritiene poi che questo contratto sulla mobilità “tra le altre cose, va a ridurre il potere contrattuale dei sindacati. In passato, neanche dieci anni fa, c’era almeno la deroga nelle assegnazioni provvisorie per poter far ricongiungere le famiglie ai bimbi sotto i 12 anni. Il fatto che non se ne parli e che non si parli neanche di assegnazioni temporanee, come avviene nel resto del pubblico impiego, significa che questo contratto” non si doveva fare. “Se noi fossimo al tavolo diremmo al ministero di fare un’ordinanza che poi impugneremo perché non ci sono le basi per garantire i diritti costituzionalmente protetti”, conclude Pacifico.

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