Contratto mobilità: Anief lo impugnerà in tribunale

di redazione
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Comunicato Anief – Si va verso spostamenti triennali, con delle deroghe.

Il giovane sindacato, non ancora invitato alle trattative sebbene abbia raggiunto la rappresentatività nazionale in occasione delle elezioni svolte la scorsa primavera, denuncia l’illegittimità della durata triennale prevista dal Ccnl prossimo, del divieto dei trasferimenti per chi ha ottenuto la richiesta fatta a una scuola secondaria rispetto alla prima scelta, della mancata valutazione del servizio pre-ruolo per individuazione dei soprannumerari, del servizio svolto nella scuola paritaria e del servizio pre ruolo su posti di sostegno del blocco quinquennale.

Inoltre, nessun accenno è stato fatto sui docenti immobilizzati a seguito dell’approvazione della Buona Scuola e della domanda per fasi palesemente discriminatoria. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, chiede di bloccare tutto e rinviare al nuovo anno, quindi dopo l’approvazione della Legge di stabilità che potrebbe persino eliminare gli ambiti territoriali e la chiamata diretta, oltre che rivedere le dotazioni organiche su posti comuni, di potenziamento e sostegno.

Si è svolto il 23 ottobre l’incontro Miur-Sindacati sulla mobilità per il prossimo anno scolastico: sarà un accordo triennale, come previsto dall’articolo 7, comma 3, del CCNL 2016/18. Tuttavia, riferisce Orizzonte Scuola, “tutto il personale docente può partecipare annualmente ai movimenti, ossia ai trasferimenti e ai passaggi di ruolo-cattedra, esclusi coloro i quali otterranno la mobilità su una delle scuola richieste a domanda”. Nel corso dell’incontro, i sindacati “hanno chiesto di ripristinare la fase comunale distinta da quella provinciale, in modo da evitare ai docenti soprannumerari assegnazioni di sede lontane dalla scuola di titolarità”. Inoltre, “hanno chiesto anche l’abrogazione degli ambiti territoriali. L’amministrazione, pur affermando di voler mantenere gli ambiti sino a quando non siano abrogati per legge, si è mostrata disponibile ad un’eventuale rimodulazione del contratto”.

In base a quanto trapela, il nuovo contratto dovrebbe prevedere spostamenti triennali, con delle deroghe, sulla sica del Contratto collettivo nazionale prossimo. Per Anief, tuttavia, la durata triennale non è legittima. Come il divieto dei trasferimenti per chi ha ottenuto la richiesta ad una scuola secondaria rispetto alla prima scelta, la mancata valutazione del servizio pre ruolo per individuazione dei soprannumerari, del servizio svolto nella scuola paritaria e del servizio pre ruolo su posti di sostegno del blocco quinquennale. Preoccupa anche il silenzio sui docenti cosiddetti “immobilizzati”, a seguito dell’approvazione della Buona Scuola e della domanda per fasi palesemente discriminatoria.

Secondo il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, “ci sono tutti i presupposti per bloccare tutto e rinviare al nuovo anno. Lo slittamento sarebbe opportuno, perché con La legge di stabilità 2019 potrebbero persino essere cancellati gli ambiti territoriali e la famigerata chiamata diretta, già nel mirino del governo, oltre che rivedere le dotazioni organiche su posti comuni, di potenziamento e sostegno”.

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