Più poteri ai dirigenti per sanzionare i docenti, la proposta dell’ARAN. I sindacati contrari: lede libertà d’insegnamento. Nessuno ha proposto di punire i “docenti non produttivi”

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Nel corso dell’ultima riunione fra Aran e sindacati sul rinnovo contrattuale, è emersa la proposta di far sanzionare gli insegnanti direttamente dai dirigenti scolastici, senza passare dagli Uffici scolastici. I sindacati hanno già messo le mani avanti rigettando la proposta.

“La proposta – ha detto il segretario della Cisl Scuola, Ivana Barbaccicerca di regolare attraverso il contratto gli aspetti di carattere sanzionatorio. Si tratta di un aspetto previsto dal Decreto Madia. Mma proprio perché lo riconduce al contratto si deve scendere del merito, cosa che non abbiamo ancora trattato.

Sulla casistica che potrebbe rientrare nei poteri dei Dirigenti ai fini sanzionatori, la Barbacci afferma “nostro punto di riferimento è il testo unico. Gli obblighi vanno declinati col testo unico, che è ancora in vigore e riteniamo che possa continuare ad essere il punto di riferimento all’interno del contratto. Bisognerà decidere a tavolino i motivi per cui un dipendente pubblico può avere censura o sospensione dello stipendio.

Sulle notizie relative alla possibilità di sanzionare i “docenti non produttivi“, la Barbacci ha chiarito che non si è ancora discusso sulla casistica e che è necessario chiarirlo per non spargere “panico, che non ha senso.

Per noi è impensabile, dice Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil – e da qui bisogna ripartire, che le sanzioni vengano erogate dal dirigente scolastico. Ciò lede chiaramente con il principio costituzionale della libertà di insegnamento. Si tratta di una soluzione che per la scuola, democratica e collegiale, non può funzionare. Abbiamo bisogno di un organismo terzo, paritetico, abbiamo bisogno di cambiare a fondo”.

Per Marco Giordano, segretario generale Anief, “la concentrazione di un potere sanzionatorio maggiore nelle mani del dirigente scolastico, che allo stesso tempo riceve le segnalazioni, istruisce i procedimenti e irroga le sanzioni, rischia di destabilizzare i complessi equilibri delle istituzioni scolastiche. A tutela di tutti, dirigenti compresi, riteniamo che le sanzioni dei docenti di ordine superiore al rimprovero scritto debbano rimanere in capo agli uffici per i procedimenti disciplinari presso le direzioni regionali del Ministero, per far sì che sui provvedimenti più gravi sia un organo terzo a valutare. D’altra parte – continua Giordano – i dati degli ultimi anni ci restituiscono un quadro di sostanziale correttezza, sotto il profilo disciplinare, dei comportamenti del personale scolastico, con percentuali infatti molto ridotte, diremmo fisiologiche, di irrogazione delle sanzioni più gravi”.

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