Aumenti stipendiali, trovati soldi per 85 euro lorde

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Nella mattinata odierna, abbiamo riferito sulle risorse disponibili per il prossimo rinnovo contrattuale che, stando ai calcoli che aveva fatto l’Ansa, non sarebbero sufficienti a rispettare l’aumento di 85 euro medi mensili concordato con le OO.SS. 

Apprendiamo dall’Ansa che con la prossima legge di Bilancio sarà stanziato 1 miliardo e 650 milioni, in modo da rispettare il succitato accordo e quindi garantire l’aumento di 85 euro.

Il suddetto stanziamento amplia, quindi, le risorse disponibili per il rinnovo contrattuale di quasi mezzo miliardo in più rispetto alle prime cifre circolate (1,2 miliardi).

Una cifra più alta di quello che si stimava nelle scorse settimane e forse comprensiva delle risorse per il salvataggio il bonus degli 80 euro.

D’altra parte il pacchetto P.a. tradizionalmente in manovra contempla anche le voci relative alla scuola, alle assunzioni (per le quali potrebbe arrivare una nuova tranche di risorse).

Al momento, si spiega nell’aggiornamento al Def, “dopo aver segnato tassi di crescita negativi dal 2011, i redditi di lavoro dipendente della P.a cresceranno su base nominale di circa l’1,7 per cento nel 2017”, e questo per “effetto dei rinnovi contrattuali comprensivi della quota di arretrati” (il triennio da rinnovare parte dal 2016). Poi, si precisa, “nel 2018 la spesa per i redditi di lavoro dipendente tornerebbe a contrarsi dello 0,2 per cento, per poi riprendere a crescere nel 2019-2020, ma ad un ritmo contenuto”. Ecco che, viene sottolineato, “l’incidenza sul Pil risulta pertanto in calo, dal 9,7 del 2017 all’8,9 per cento del Pil nel 2020, confermando le attese del Def”.

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