Contratto integrativo d’istituto, un decreto legislativo che darà ragione all’USR Veneto

dp – Ricordiamo l’antefatto: il 13 gennaio 2011 l’USR Veneto ha emanato una nota con la quale si comunica ai dirigenti scolastici che la contrattazione di istituto, a seguito delle modifiche apportate da Brunetta, non riguardano più tutte le materie, escludendo "le determinazioni per l’organizzazione degli uffici". Ciò ha portato ad un accentramento dei poteri nelle mani dei Dirigenti su svariate discipline ed in particolare ciò che riguarda le determinazioni per l’organizzazione degli uffici.

dp – Ricordiamo l’antefatto: il 13 gennaio 2011 l’USR Veneto ha emanato una nota con la quale si comunica ai dirigenti scolastici che la contrattazione di istituto, a seguito delle modifiche apportate da Brunetta, non riguardano più tutte le materie, escludendo "le determinazioni per l’organizzazione degli uffici". Ciò ha portato ad un accentramento dei poteri nelle mani dei Dirigenti su svariate discipline ed in particolare ciò che riguarda le determinazioni per l’organizzazione degli uffici.

La reazione dei sindacati è stata immediata. Innanzitutto attraverso l’emanazione di comunicati che la materia "concernente l´organizzazione del lavoro (assegnazione dei docenti ai plessi, orari di lavoro, rientri, permessi, ferie, ecc.) dovrebbe passare sotto la totale discrezionalità del dirigente scolastico. Ma lo stesso Dgls stabilisce che tali innovazioni partano con la stipula del nuovo CCNL che, come tutti sanno, è bloccato per volontà del governo fino al 2013." In ragione di ciò i sindacati hanno avviato un´azione legale nei confronti dell´Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, minacciando uguale azione per i dirigenti scolastici che applicheranno la nota dell’USR Veneto.

Fin qui "uno a zero" per i sindacati. Ma la storia pare potrebbe non avere lieto fine.

Infatti, da un comunicato SNALS, apprendiamo che il Consiglio dei Ministri, nella riunione di giorno 21 gennaio, ha avviato un esame preliminare di un decreto legislativo che reca modifiche ed integrazioni al decreto legislativo n. 150 del 2009. Un modifica nella quale rientrerebbe anche la questione aperta dall’USR Veneto e baipasserebbe l’attesa della stipula del nuovo CCNL per l’applicazione delle modifiche sulla contrattazione d’istituto.

In questo modo si disinnescherebbero le azioni legali nei confronti dell’USR Veneto, che evidentemente aveva torto marcio.

E difatti, secondo il resoconto sul consiglio dei Ministri, Renato Brunetta ha proposto: "uno schema di decreto legislativo che offre una corretta e definitiva interpretazione delle regole sulla partecipazione sindacale e sulle competenze della contrattazione collettiva integrativa, al fine di sanare discrasie organizzative che possano insorgere. Lo schema verrà trasmesso alla Conferenza unificata ed alle Commissioni parlamentari."

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